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Sahara Occidentale: Delegazione spagnola espulsa da El Aaiun


Las Palmas de Gran Canaria, 31 marzo 2025 - Una delegazione dell'associazione aragonese Um Draiga, membro del Coordinatore Statale delle Associazioni in Solidarietà con il Sahara (CEAS-Sahara), è stata espulsa sabato 29 marzo dalla città di El Aaiun, nel Sahara Occidentale, dalle autorità del Regno del Marocco. La missione, composta dall'ex deputato delle Cortes d'Aragona Jesús Maestro e da Rosa Fernández, entrambi attivi da decenni nella difesa dei diritti umani del popolo saharawi, mirava a osservare, verificare e monitorare la situazione dei diritti umani nel territorio conteso. Insieme a loro, era presente anche la giornalista Gara Santana Suárez del quotidiano Canarias Ahora/ElDiario.es, incaricata di documentare l'iniziativa.

L'espulsione della delegazione rappresenta l'ennesima violazione dei diritti umani e del diritto internazionale da parte del Marocco, che occupa il Sahara Occidentale. Um Draiga e il CEAS-Sahara hanno denunciato con fermezza l'accaduto, definendolo un'aggressione e un ulteriore tentativo di silenziare chi cerca di portare alla luce le gravi violazioni perpetrate quotidianamente nei Territori Occupati.

"Questa aggressione da parte delle autorità marocchine è l'ennesimo esempio delle pratiche illegali e autoritarie del regime marocchino, il cui obiettivo è quello di mettere a tacere coloro che cercano di denunciare le gravi violazioni dei diritti umani commesse quotidianamente nei Territori Occupati," si legge in una nota congiunta delle due organizzazioni.

La delegazione aveva come obiettivo primario quello di monitorare la situazione dei diritti umani e di documentare il sistematico sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale da parte di aziende europee in presunta complicità con il Marocco. Tale sfruttamento, sottolineano Um Draiga e CEAS-Sahara, è in palese contrasto con le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), che ribadiscono la necessità del consenso del popolo saharawi per qualsiasi attività riguardante le proprie risorse.

L'episodio di El Aaiun non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, si sono verificati numerosi incidenti simili, evidenziando una strategia deliberata del Marocco volta a impedire qualsiasi forma di indagine e monitoraggio indipendente nel Sahara Occidentale. Questa condotta non solo lede i diritti di chi cerca di informare e denunciare, ma costituisce anche un attacco diretto alla libertà di espressione e al rispetto del diritto internazionale.

Particolarmente critica è la posizione del Governo spagnolo, il cui silenzio e la percepita inazione di fronte a queste ripetute espulsioni e detenzioni di cittadini e rappresentanti spagnoli nei Territori Occupati destano profondo rammarico nelle organizzazioni pro-saharawi. "L'amministrazione di Pedro Sánchez ha mostrato preoccupante indifferenza di fronte alle ripetute detenzioni ed espulsioni di cittadini e rappresentanti spagnoli nei Territori Occupati. Questo silenzio complice non può continuare," affermano Um Draiga e CEAS-Sahara.

Le due organizzazioni chiedono con forza un cambio di rotta nella politica estera spagnola, sollecitando il governo ad adottare una posizione più ferma e coerente con il diritto internazionale e con i principi di giustizia. Ricordano che il popolo saharawi vive da quasi cinquant'anni sotto un'occupazione illegale, vedendo costantemente negato il proprio diritto all'autodeterminazione.

In conclusione, Um Draiga e il CEAS rivolgono un pressante appello al governo spagnolo e alla comunità internazionale affinché adottino misure urgenti per porre fine alle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale e per garantire il pieno rispetto del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, in conformità con quanto stabilito dal diritto internazionale.

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