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Sahara Occidentale, ripartono i negoziati: incontro riservato a Madrid apre un nuovo capitolo dopo otto anni di stallo



Madrid, 10 febbraio 2026 – Dopo otto anni di paralisi diplomatica, il Fronte Polisario e il Marocco tornano al tavolo dei negoziati sul futuro del Sahara Occidentale. Un nuovo ciclo di colloqui si è svolto domenica 8 febbraio a Madrid sotto l’egida degli Stati Uniti, in un clima di massima riservatezza e con dichiarazioni ufficiali estremamente limitate.

L’incontro, definito dal Ministero degli Esteri spagnolo come un “vertice multilaterale”, si è tenuto presso la residenza dell’ambasciatore statunitense nella capitale spagnola. Oltre alle delegazioni del Marocco e del Fronte Polisario, erano presenti i ministri degli Esteri di Algeria e Mauritania. Il governo spagnolo ha svolto un ruolo tecnico di facilitazione logistica, senza partecipare direttamente ai negoziati politici.

Secondo fonti diplomatiche, Washington avrebbe imposto un rigido riserbo come condizione preliminare per l’avvio dei colloqui. Le consultazioni sono state supervisionate dall’inviato statunitense per gli Affari Africani, insieme al rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e alla presenza dell’inviato personale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura.

Verso un nuovo round a Washington:

Tra i principali risultati dell’incontro figura un’intesa procedurale per la convocazione di un nuovo round di negoziati diretti a Washington, previsto per il mese di marzo, in concomitanza con il Ramadan. L’obiettivo dichiarato è dare continuità al dialogo e approfondire i punti affrontati nei colloqui preliminari.

Sul tavolo è stata discussa anche la proposta di istituire una “Commissione Tecnica” composta da esperti giuridici e politici internazionali, incaricata di esaminare gli aspetti pratici e applicativi di un eventuale accordo quadro tra le parti. Tuttavia, secondo le informazioni disponibili, la commissione non è stata formalmente istituita a causa della mancanza di consenso su mandato e competenze.

Nodo autodeterminazione:

Permangono divergenze sostanziali sul principio di autodeterminazione. Il Marocco continua a sostenere che tale principio possa realizzarsi attraverso la propria proposta di autonomia per il territorio, mentre il Fronte Polisario insiste su una formulazione giuridica piena del diritto all’autodeterminazione, conforme al diritto internazionale e non limitata all’opzione autonomista.

Fonti diplomatiche indicano che entrambe le parti rivendicano progressi. Ambienti vicini al Polisario parlano di una posizione negoziale consolidata, in particolare per aver mantenuto fermo il riferimento esplicito al diritto all’autodeterminazione. Dall’altra parte, il Marocco difende la centralità del proprio piano di autonomia come soluzione “realistica e praticabile”.

Una fase delicata del processo di decolonizzazione:

L’incontro di Madrid segna una fase sensibile del dossier Sahara Occidentale, in cui si intrecciano pressioni politiche, iniziative tecniche e un rinnovato attivismo diplomatico statunitense. Dopo anni di stallo, il ritorno a un dialogo strutturato potrebbe rappresentare un passaggio significativo nel lungo e complesso processo di decolonizzazione del territorio.

Molto dipenderà ora dal prossimo appuntamento a Washington e dalla capacità delle parti di tradurre le intese procedurali in progressi sostanziali. Il 2026 si apre così con un rinnovato dinamismo diplomatico attorno a uno dei conflitti più longevi del continente africano.

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