Campi profughi saharawi, 5 febbraio 2026 – Hanno preso ufficialmente il via mercoledì 4 febbraio presso la sede del Ministero degli Affari Esteri e degli Affari Africani, i lavori della quarta edizione della Conferenza araba in solidarietà con il popolo saharawi, organizzata sotto il tema “Prospettive e sfide”, con la partecipazione di delegazioni arabe e sostenitori della giusta causa saharawi.
La Conferenza, che si svolge nell’arco di due giorni, riunisce politici, diplomatici, ricercatori, attivisti e professionisti dei media provenienti da Algeria, Egitto, Tunisia, Mauritania, Palestina e Oman, con l’obiettivo di analizzare gli sviluppi della questione saharawi alla luce delle trasformazioni geopolitiche regionali e internazionali.
I lavori prevedono sessioni dedicate alla situazione politica attuale del Sahara Occidentale, alla battaglia legale a livello internazionale, alla condizione dei diritti umani nei territori occupati e al ruolo della solidarietà araba nel sostenere il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel suo intervento inaugurale, il Ministro degli Affari Esteri e degli Affari Africani RASD, Mohamed Yeslem Beissat, ha illustrato gli ultimi sviluppi della causa saharawi a livello politico, diplomatico e militare. Il Ministro ha fatto riferimento alla più recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Risoluzione 2797 (2025), sottolineando che essa costituisce la base minima per il proseguimento dell’impegno internazionale volto a raggiungere una soluzione giusta ed equa che garantisca al popolo saharawi l’esercizio del proprio legittimo diritto alla libertà e all’indipendenza.
Sul piano militare, Beissat ha evidenziato che le unità dell’Esercito Popolare di Liberazione Saharawi continuano le loro operazioni contro le posizioni fortificate delle forze di occupazione marocchine lungo il cosiddetto Muro della Vergogna. Per quanto riguarda i territori occupati, il Ministro ha sottolineato la perseveranza delle masse saharawi, che proseguono la loro lotta nonostante la repressione, rinnovando il loro impegno e la loro fedeltà al Fronte Polisario, unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi.
Le delegazioni arabe partecipanti hanno ribadito il loro pieno sostegno e la loro solidarietà al popolo saharawi. In questo contesto, Nader Al-Qaisi, rappresentante del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in Algeria, ha riaffermato la ferma solidarietà del suo movimento con la lotta saharawi, sottolineando che le cause dei popoli palestinese e saharawi sono unite da una comune aspirazione alla libertà, all’indipendenza e all’autodeterminazione.
Da parte sua, il dott. Ismail Debesh, membro del Comitato algerino di solidarietà con il popolo saharawi, ha dichiarato che la Conferenza rappresenta un’importante occasione per rinnovare posizioni ferme a sostegno del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione. Egli ha ribadito che l’Algeria, forte della propria esperienza storica contro il colonialismo, continuerà a sostenere il popolo saharawi fino alla realizzazione delle sue legittime aspirazioni alla costruzione di uno Stato indipendente.
Anche lo storico e ricercatore algerino professor Mohamed Doumir ha rinnovato il suo sostegno alla causa saharawi, affermando che la fermezza dimostrata dal popolo saharawi impone alla comunità internazionale di trovare una soluzione che garantisca il pieno rispetto del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione.
In serata, la Conferenza è proseguita con il lancio ufficiale del Simposio arabo internazionale sulla solidarietà con il popolo saharawi, organizzato sotto gli auspici del Presidente della Repubblica e Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, alla presenza del Primo Ministro Bachir Hamoudi Beyoun, di membri della Segreteria nazionale e di rappresentanti delle delegazioni arabe.
L’iniziativa conferma il ruolo centrale della solidarietà araba nel mantenere viva la questione saharawi nei circoli politici e mediatici regionali, rafforzando il coordinamento e l’azione comune a sostegno del diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.



