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Sahara occidentale: America Latina e Caraibi chiedono l'autodeterminazione all'ONU



New York (Nazioni Unite), 15 ottobre 2025 – La causa del popolo saharawi ha ricevuto un'importante ondata di sostegno durante le discussioni della Quarta Commissione (Commissione speciale per la politica e la decolonizzazione) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Diversi paesi dell'America Latina e dei Caraibi hanno chiesto con forza che al popolo saharawi sia consentito esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione, in linea con la Risoluzione 1514 (XV) dell'Assemblea Generale sulla concessione dell'indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali.


Appelli Congiunti per l'Autodeterminazione e la Decolonizzazione:

I rappresentanti di numerose nazioni hanno ribadito l'urgenza di una soluzione che ponga fine alla perdurante situazione coloniale nel Sahara Occidentale, un territorio non autonomo da oltre 60 anni.

Cuba ha richiesto una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che permetta al popolo saharawi di determinare il proprio futuro. Il Paese ha rigettato le decisioni unilaterali che ignorano i diritti del popolo saharawi e violano il diritto internazionale e le Risoluzioni ONU, ribadendo la sua incondizionata solidarietà.

Nicaragua e Bolivia hanno espresso un fermo e storico impegno nel riconoscere e difendere i diritti inalienabili della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) alla libertà, all'autodeterminazione e alla sovranità nazionale. Entrambi hanno sottolineato la necessità urgente di un orizzonte politico e, in particolare il Nicaragua, ha chiesto l'organizzazione di un referendum supervisionato dalle Nazioni Unite in conformità con la Risoluzione 1514 (XV).

Guyana ha riaffermato il proprio sostegno alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale, esortando tutte le parti al rispetto e all'adesione a tali risoluzioni, ritenendo che la risoluzione del conflitto contribuirebbe alla stabilità della regione del Sahel.


La Posizione della Comunità Regionale:

La Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), che rappresenta trentatré paesi, ha formalizzato la posizione regionale attraverso la voce della rappresentante della Colombia.

La CELAC ha ribadito il suo forte sostegno a tutte le risoluzioni pertinenti dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza, inclusa la Risoluzione 79/98 dell'Assemblea Generale. L'organizzazione ha espresso fiducia negli sforzi multilaterali in corso per incoraggiare negoziati più sostanziali tra le due parti sotto gli auspici del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del suo Inviato Personale. L'obiettivo primario è raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che garantisca il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, in linea con la Carta dell'ONU e la Risoluzione 1514 (XV).


Soluzione Pacifica e Assistenza Umanitaria:

Il Perù ha ricordato che la questione del Sahara Occidentale è all'ordine del giorno del Comitato Speciale da 62 anni senza una soluzione accettabile. Il Paese ha ribadito che la controversia deve essere risolta pacificamente, attraverso meccanismi di risoluzione delle controversie e nel quadro delle Nazioni Unite.

Il Perù ha sottolineato che un processo politico sostenuto dalla MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale) e dall'Inviato Personale deve garantire condizioni accettabili per tutte le parti e senza precondizioni. Inoltre, ha evidenziato l'importanza cruciale di un flusso costante di aiuti umanitari ai campi profughi, da veicolare tramite agenzie come UNHCR, UNICEF e il Programma Alimentare Mondiale.

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