New York (Nazioni Unite), 15 ottobre 2025 – La causa del Sahara Occidentale ha ricevuto un sostegno rinnovato e più incisivo durante le recenti discussioni della Quarta Commissione (Politica Speciale e Decolonizzazione) dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Diversi paesi hanno chiesto con forza il completamento del mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale) e l'indizione di un referendum per consentire al popolo saharawi di esercitare il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza.
Appelli per il Referendum e l'Inclusione dei Diritti Umani:
Le dichiarazioni dei rappresentanti nazionali hanno messo in luce una profonda preoccupazione per la stasi del processo e hanno avanzato proposte concrete per sbloccare la situazione:
- Uganda: Ha ribadito il sostegno ai principi universali che garantiscono il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. Il rappresentante ha sollecitato la comunità internazionale a collaborare per creare un ambiente politico favorevole e un quadro solido per la realizzazione di tale diritto, essenziale per la pace regionale e internazionale.
- Mozambico: Ha espresso profonda preoccupazione per la mancanza di progressi verso l'autodeterminazione e ha riaffermato il suo fermo sostegno al diritto all'indipendenza, in linea con la Carta ONU, la Risoluzione 1514 (XV) e tutte le risoluzioni pertinenti dell'Unione Africana e delle Nazioni Unite. Il Mozambico ha inoltre chiesto l'immediato rinnovo del mandato della MINURSO, sottolineando la necessità di includere una componente per i diritti umani e una chiara tabella di marcia verso il referendum promesso da tempo.
- Timor Est: Ha espresso particolare preoccupazione per la situazione nel Sahara Occidentale, riconoscendo lo status di ultima colonia rimasta in Africa e classificata come territorio non autonomo dal 1963. Il paese ha chiesto di rafforzare il mandato della MINURSO con il monitoraggio dei diritti umani, di garantire l'accesso umanitario e di promuovere un dialogo diplomatico. Ha concluso ribadendo che qualsiasi soluzione permanente deve basarsi esclusivamente sulla volontà del popolo saharawi, espressa tramite un referendum libero ed equo.
La Responsabilità ONU e i Negoziati:
Il dibattito ha richiamato l'attenzione sulla responsabilità storica delle Nazioni Unite:
- Iran: Ha riaffermato la responsabilità delle Nazioni Unite nei confronti del popolo del Sahara Occidentale e del suo inalienabile diritto all'autodeterminazione, sancito da oltre 60 anni di risoluzioni. Il rappresentante ha sollecitato un impegno serio e responsabile nei negoziati sotto l'egida ONU. Ha chiesto che questi negoziati siano condotti in buona fede e senza precondizioni, in conformità con la Carta ONU, con l'obiettivo di raggiungere una soluzione giusta, duratura, globale e reciprocamente accettabile.
Le discussioni della Quarta Commissione dimostrano una chiara convergenza di posizioni tra diversi Stati membri, che vedono nel referendum e nel rafforzamento del mandato della MINURSO (in particolare con l'aggiunta della componente sui diritti umani) i passi fondamentali per superare l'attuale stallo e onorare gli impegni internazionali nei confronti del popolo saharawi.
