Strasburgo, 9 ottobre 2025 – L’ambasciatore saharawi e presidente della Commissione per le risorse naturali e gli affari giuridici, Oubi Bouchraya Bachir, ha condannato con fermezza il nuovo accordo commerciale tra Unione Europea e Marocco, definendolo una “violazione flagrante e frontale” del diritto internazionale e delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) relative al Sahara Occidentale.
In un’intervista concessa a RT TV Today, Oubi ha ricordato che la CGUE ha stabilito chiaramente come “il Marocco e il Sahara Occidentale siano territori distinti e separati” e che “il Marocco non detiene alcuna sovranità sul Sahara Occidentale”. Pertanto, qualsiasi accordo riguardante le risorse naturali del territorio richiede il consenso espresso del popolo saharawi attraverso il suo legittimo rappresentante, il Fronte POLISARIO.
L’ambasciatore ha denunciato il carattere opaco dell’intesa, “negoziata segretamente per mesi con il Marocco, senza mandato esplicito del Consiglio e senza il consenso del popolo saharawi”. Secondo Oubi, la Commissione europea ha “escluso deliberatamente sia il Parlamento europeo sia i rappresentanti legittimi del Sahara Occidentale”, ripetendo gli stessi errori che in passato hanno portato all’annullamento di accordi analoghi da parte della CGUE.
Oubi ha inoltre accusato alcuni Stati membri, in particolare la Francia, di esercitare pressioni politiche in favore del Marocco, violando così la legalità internazionale. “Questo atteggiamento – ha spiegato – incoraggia Rabat a proseguire l’occupazione militare del Sahara Occidentale e a sfidare apertamente la comunità internazionale.”
L’ambasciatore ha annunciato che il Fronte POLISARIO presenterà un nuovo ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, lamentando il persistente disprezzo delle istituzioni comunitarie verso le decisioni giudiziarie vincolanti. “Pensavamo che una volta pronunciata la sentenza, tutto sarebbe stato rispettato. Purtroppo, l’Unione Europea ha scelto di guardare dall’altra parte”, ha dichiarato con amarezza.
Riguardo alle notizie che parlano di un crescente sostegno occidentale alla proposta marocchina di autonomia, Oubi ha smentito tale narrazione, accusando i media marocchini di “esagerare e manipolare il consenso internazionale”. “La proposta di autonomia – ha ricordato – è in vigore dal 2007, ma non ha mai trovato accoglienza perché contraddice il principio dell’autodeterminazione. Tenta di imporre la sovranità marocchina prima ancora di consultare il popolo saharawi.”
L’ambasciatore ha ribadito che l’unica soluzione legittima e duratura al conflitto consiste nel permettere al popolo saharawi di decidere liberamente il proprio futuro attraverso un referendum di autodeterminazione, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite e la Carta dell’ONU.
“Abbiamo più volte avvertito la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza che la sola via pacifica e giusta è quella di ascoltare la volontà del popolo saharawi”, ha aggiunto. “È triste constatare che alcuni Paesi occidentali, che si proclamano difensori della democrazia, stiano calpestando i propri principi sostenendo l’occupazione e le violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco.”
L’intervista si è conclusa con un messaggio di determinazione e speranza: “Il popolo saharawi continuerà la sua lotta legittima con mezzi pacifici, diplomatici e legali, fino al raggiungimento della giustizia, dell’indipendenza e dell’autodeterminazione.”
