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La condanna di Mosca: Accordo UE-Marocco sul Sahara Occidentale, violazione del diritto internazionale



Mosca (Russia), 9 ottobre 2025 – La recente firma di un nuovo accordo tra l'Unione Europea e il Regno del Marocco ha scatenato una ferma condanna da parte del Comitato Centrale del Partito Comunista (Comunisti di Russia). In una dichiarazione ufficiale, il partito ha denunciato l'intesa come una "palese violazione del diritto internazionale" e dei diritti sovrani del popolo saharawi.

Contraddizione con le Sentenze della Corte UE:

Il comunicato del Partito Comunista russo sottolinea che il nuovo accordo si pone in aperta contraddizione con le precedenti sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Tali decisioni hanno stabilito in modo inequivocabile che il Sahara Occidentale è un territorio separato e distinto dal Regno del Marocco e che qualsiasi accordo commerciale che coinvolga tale territorio necessita del consenso espresso del popolo saharawi.

La Corte Europea ha inoltre riconosciuto al Fronte Polisario, in qualità di unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi, il diritto di intraprendere azioni legali per difendere la sovranità sulla propria terra e sulle relative risorse naturali.

Implicazioni Politiche e Umanitarie:

Secondo il partito, l'applicazione di questo accordo contribuisce a rafforzare la presenza illegale del Marocco nei territori occupati. Permettendo l'estensione dei benefici commerciali, l'UE fornirebbe sostegno implicito alla continuazione della repressione sistematica e delle violazioni dei diritti umani da parte di Rabat. L'intesa viene definita come un'estensione della "politica di aggressione coloniale" contro il popolo saharawi.

Solidarietà e Appello all'Autodeterminazione:

Il Comitato Centrale ha ribadito la sua piena e fondamentale solidarietà con il popolo della Repubblica Saharawi (RASD) nella sua "giusta lotta per la libertà e l'indipendenza".

La condanna si conclude con l'affermazione che l'accordo UE-Marocco non solo ignora le decisioni della CGUE, ma mina anche gli sforzi internazionali volti a raggiungere una pace equa e duratura nella regione, rappresentando una chiara violazione del diritto dei popoli all'autodeterminazione, un principio fondamentale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite e dalle sue risoluzioni.

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