Madrid (Spagna), 14 ottobre 2025 – La questione della decolonizzazione del Sahara Occidentale continua a evidenziare profonde contraddizioni all'interno dell'Unione Europea (UE). In un contesto geopolitico instabile, la politica estera comunitaria sembra privilegiare gli interessi del regime di occupazione marocchino a discapito della legalità internazionale, come dimostra il recente accordo commerciale che include le risorse del territorio conteso.
Sfidare la Sentenza della CGUE:
La manovra più recente dell'UE, negoziata con opacità e urgenza con il Marocco, mira ad aggirare la storica sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) il 4 ottobre 2024. Tale sentenza aveva riaffermato i diritti del popolo saharawi, dichiarando illegale qualsiasi accordo che includa i territori occupati del Sahara Occidentale senza il consenso dei suoi legittimi rappresentanti, il Fronte POLISARIO.
Per affrontare questa situazione, Abdulah Arabi, rappresentante del Fronte POLISARIO in Spagna, ha incontrato lunedì 13 ottobre i vertici del Coordinatore delle Organizzazioni degli Agricoltori e degli Allevatori (COAG). L'incontro, volto a coordinare una risposta congiunta, ha espresso profonda indignazione per un accordo che, di fatto, legittima l'occupazione marocchina e mina sia il diritto internazionale che gli interessi degli agricoltori e dei consumatori europei, in particolare nella penisola iberica.
Durante il colloquio, Arabi e Andrés Góngora, rappresentante statale COAG per frutta e verdura, hanno criticato aspramente le strategie poco trasparenti dell'UE, che si pongono in contrasto con i diritti umani e la legalità.
Azione Legale e Proteste Congiunte:
In seguito all'incontro, il COAG ha portato il proprio disappunto al Ministro spagnolo dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione, Luis Planas, al quale è stato nuovamente chiesto il rispetto del diritto internazionale e l'immediata applicazione della sentenza CGUE. L'organizzazione agricola ha inoltre richiesto misure concrete per proteggere il settore spagnolo dalla concorrenza sleale derivante dall'accordo.
Il diplomatico saharawi ha annunciato l'imminente lancio di una nuova battaglia legale presso i tribunali internazionali da parte del Fronte POLISARIO per contestare l'accordo, affiancata da una campagna di mobilitazione volta a denunciare la mancanza di trasparenza dell'UE e del regime marocchino.
Góngora ha ribadito il malcontento del settore agricolo spagnolo, che vede in questo patto un'ulteriore violazione dei propri interessi. "È incomprensibile che le istituzioni europee ignorino le dichiarazioni dei propri organi democratici per sostenere il Re del Marocco. È chiarissimo che il Sahara Occidentale non appartiene al Marocco, ma ha un proprio diritto alla sovranità," ha dichiarato Góngora, condannando fermamente l'accordo e impegnandosi a denunciare tutti gli attori coinvolti nella commercializzazione di prodotti provenienti dai territori occupati.
Precedenti e Denunce di Frode:
Il COAG non è nuovo a queste prese di posizione. Già il 3 ottobre 2025, aveva espresso il suo "più fermo rifiuto" del patto a causa della sua illegalità e del danno per il settore ortofrutticolo. Nel novembre 2024, aveva chiesto al Congresso dei Deputati l'immediata sospensione dell'accordo agricolo UE-Marocco, citando la violazione dei principi di autodeterminazione.
L'organizzazione ha anche denunciato casi di frode nell'etichettatura di prodotti, come pomodori ciliegini del Sahara Occidentale venduti come marocchini in supermercati come Carrefour, presentando reclami al Ministero dei Consumatori per garantire la tracciabilità e i diritti dei consumatori.
In conclusione, il delegato saharawi ha espresso profonda gratitudine al COAG per la sua solidarietà. È stato proposto un piano d'azione congiunto che combinerà sforzi legali, politici e sociali, per garantire il rispetto dei diritti del popolo saharawi e la giustizia internazionale, trasformando l'opposizione all'accordo in una lotta coordinata per la legalità.
