Campi profughi saharawi, 14 ottobre 2025 – In occasione del 50° anniversario della Giornata dell’Unità Nazionale il 12 ottobre, il Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica e Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, ha ribadito che l’unità del popolo saharawi rappresenta “la pietra angolare della guerra di liberazione” e “la madre di tutte le conquiste” ottenute nel corso di mezzo secolo di resistenza.
Nel suo discorso pronunciato durante la cerimonia ufficiale nella wilaya di Auserd, il Presidente Ghali ha sottolineato che l’unità nazionale è stata il pilastro fondamentale che ha garantito la coesione, la forza e la determinazione del popolo saharawi nella lotta contro l’occupazione marocchina. Dopo la fondazione del Fronte Polisario, ha spiegato, essa è diventata il punto di riferimento per ogni vittoria e per la costruzione delle basi della futura Repubblica indipendente.
“L’unità nazionale merita pienamente di essere definita la madre di tutte le conquiste”, ha dichiarato Ghali, “perché è grazie ad essa che il nostro popolo ha saputo resistere, organizzarsi e mantenere viva la speranza di libertà nonostante le cospirazioni coloniali e le difficoltà storiche.”
Il Presidente ha ricordato che la nascita dell’unità nazionale e del Fronte Polisario avvenne in un periodo estremamente difficile, segnato da complotti internazionali e dalla repressione delle potenze coloniali. In quel contesto, ha detto, “la saggezza e la correttezza delle decisioni prese dal Fronte Polisario si sono rivelate decisive per la sopravvivenza e il futuro della causa saharawi”.
Brahim Ghali ha poi denunciato con fermezza il ruolo destabilizzante del Regno del Marocco nella regione, definendolo “la principale fonte di minaccia e instabilità nel Maghreb e nel Sahel”. Ha evidenziato come Rabat stia attraversando “uno dei periodi più difficili della sua storia, politicamente, economicamente e socialmente”, paragonando l’attuale situazione interna marocchina agli anni ’60 e ’70, quando il regime del Makhzen cercò di esportare le proprie crisi attraverso guerre di espansione contro i vicini.
“Il Marocco è oggi una forza distruttiva, un pericolo per la pace e la stabilità regionale”, ha affermato Ghali, accusando Rabat di essere “uno Stato sottomesso e funzionale” che non esita a stringere alleanze con “le forze del male e dell’aggressione”, citando l’alleanza con “l’entità sionista occupante”.
Il leader saharawi ha inoltre denunciato la massiccia esportazione di droga dal Marocco e il suo ruolo nel “sostenere reti criminali e gruppi terroristici transnazionali”, che minacciano la sicurezza dell’intera regione africana.
Nel corso del suo intervento, Ghali ha anche espresso una dura condanna contro la complicità internazionale con il Marocco nel saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale, definendo “vergognosi e illegali” gli accordi economici firmati con Rabat.
“Oggi assistiamo a una collusione aperta e spudorata per legittimare il furto delle nostre risorse naturali”, ha dichiarato, “in flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto europeo, guidata da attori ben noti come Francia e Spagna.”
Infine, il Presidente saharawi ha condannato il nuovo accordo tra l’Unione Europea e il Regno del Marocco, firmato all’inizio del mese, definendolo “un atto ingannevole, illegale e immorale” che ignora le sentenze della Corte di Giustizia Europea e il principio fondamentale del consenso del popolo saharawi.
Concludendo il suo intervento, Brahim Ghali ha ribadito che la lotta del popolo saharawi continuerà finché non saranno garantiti il diritto all’autodeterminazione e la piena sovranità sul proprio territorio.
