Mosca, 14 ottobre 2025 — La Russia ribadisce la sua posizione storica e coerente sulla questione del Sahara Occidentale, ancorandola saldamente alle risoluzioni delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiarito che Mosca sostiene la necessità di risolvere la controversia attraverso il fondamentale principio di autodeterminazione del popolo saharawi.
Lavrov, rispondendo a una domanda che toccava sia gli sviluppi in Palestina che quelli nel Sahara Occidentale, ha spiegato che Mosca adotta una "posizione unitaria su tutte le questioni simili," evidenziando la longevità della disputa del Sahara Occidentale, all'ordine del giorno dell'ONU da circa cinquant'anni.
Il Consenso sull'Autodeterminazione:
Il capo della diplomazia russa ha enfatizzato la chiarezza dei dettami internazionali: "Esistono chiare risoluzioni del Consiglio di Sicurezza su come risolvere la questione del Sahara Occidentale, attraverso il diritto all'autodeterminazione. Questo principio è sempre stato oggetto di consenso nel Consiglio di Sicurezza..."
Tuttavia, Lavrov ha anche aperto alla flessibilità, purché le condizioni siano soddisfatte: la Russia considera legittima qualsiasi soluzione che sia accettabile per tutte le parti coinvolte.
Una Soluzione Equilibrata e Riconosciuta:
Riferendosi implicitamente al controverso riconoscimento da parte degli Stati Uniti (sotto l'amministrazione Trump) della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, Lavrov ha sottolineato che per la Russia "non considereremo chiuso il caso finché tutte le parti coinvolte non riterranno che sia stato raggiunto un accordo basato su un giusto equilibrio di interessi."
Il ministro degli Esteri russo ha concluso ribadendo che le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza internazionale restano, al momento, l'unico riferimento valido. Egli ha aggiunto che la Russia è aperta a discutere una nuova risoluzione basata su principi diversi per la risoluzione della controversia, "a condizione che sia accettabile per tutte le parti interessate." La posizione di Mosca si configura quindi come un appello al rispetto del diritto internazionale e alla ricerca di un consenso multilaterale e inclusivo.
