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Il Marocco intensifica la repressione nei territori occupati del Sahara Occidentale in vista delle consultazioni ONU e del 50° anniversario dell’invasione



Sahara occidentale, 29 ottobre 2025 – Le organizzazioni per i diritti umani saharawi denunciano una nuova ondata di repressione nelle città occupate del Sahara Occidentale. In concomitanza con le imminenti consultazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con le commemorazioni del 50° anniversario dell’invasione marocchina del territorio, il regime di Rabat ha rafforzato la sua presenza militare e di polizia a El Aaiún, Smara, Bojador e Dakhla, imponendo un rigido controllo sui movimenti della popolazione e degli attivisti.

Secondo il Coordinatore dei Difensori dei Diritti Umani Saharawi (CODESA) e altre organizzazioni locali, le forze di occupazione marocchine hanno intensificato perquisizioni, pattugliamenti e posti di blocco, nel tentativo di impedire qualsiasi manifestazione pacifica in favore dell’autodeterminazione e contro l’occupazione.

Una repressione preventiva legata al contesto internazionale:

La stretta repressiva coincide con due eventi chiave:

- Le consultazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Sahara Occidentale, avviate a seguito della bozza di risoluzione presentata il 22 ottobre dalla Missione permanente degli Stati Uniti.

- Le commemorazioni del 50° anniversario dell’invasione militare marocchina del Sahara Occidentale, iniziata nell’ottobre del 1975 con la cosiddetta Marcia Verde.

Fonti locali affermano che il Marocco, “come di consueto”, adotta una politica di paura e intimidazione quando teme che le mobilitazioni saharawi possano attirare l’attenzione internazionale o compromettere la propria immagine diplomatica. Numerosi difensori dei diritti umani sono stati messi sotto sorveglianza, con agenti marocchini di stanza davanti alle loro abitazioni.

Sorveglianza e tentativi di intimidazione documentati:

Fotografie e video raccolti da attivisti mostrano la presenza costante di polizia e forze ausiliarie nelle zone residenziali, mentre vengono impediti assembramenti e manifestazioni pubbliche.
Nonostante l’assedio e le minacce, gli attivisti continuano a denunciare la politica di occupazione e a ribadire il diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione, sancito dal diritto internazionale.

CODESA: “Il diritto all’autodeterminazione non si negozia né si compra”:

Hassan Zerouali, membro del comitato amministrativo del CODESA, ha dichiarato che “l’intensificazione della repressione dimostra la paura del regime marocchino nei confronti della resistenza civile saharawi”.
Ha aggiunto:

“Il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, alla libertà e all’indipendenza non può essere negoziato né comprato. I saharawi restano i legittimi proprietari del loro territorio e delle sue risorse naturali.”

Zerouali ha inoltre ricordato che la soluzione al conflitto passa esclusivamente attraverso un referendum libero e giusto, come previsto dal Piano di risoluzione ONU-UA del 1991, firmato dal Fronte Polisario e dal Marocco.

Appello all’unità e alla coesione nazionale:

In risposta alla repressione, gli attivisti saharawi hanno lanciato un appello all’unità e al rafforzamento della coesione nazionale, riaffermando la loro piena fiducia nel Fronte Polisario, riconosciuto dalle Nazioni Unite come unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi.
Essi sottolineano che la questione del Sahara Occidentale non è un conflitto regionale, bensì un processo di decolonizzazione incompiuto che resta sotto la responsabilità legale e morale delle Nazioni Unite.

La resistenza continua:

Malgrado la repressione, le organizzazioni saharawi ribadiscono il loro impegno a difendere la legittimità internazionale e il diritto del popolo saharawi a scegliere liberamente il proprio destino.

“Nessun tentativo di imporre una realtà coloniale avrà successo,” affermano i difensori dei diritti umani, “la causa saharawi resta viva nelle strade, nella resistenza pacifica e nella coscienza collettiva di un popolo determinato a conquistare la propria libertà.”

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