Sahara Occidentale, 10 ottobre 2025 – Il Meccanismo di coordinamento per i diritti umani nella città occupata di Dakhla ha rilasciato una dura dichiarazione giovedì 9 ottobre, ribadendo che qualsiasi attività economica condotta nel Sahara Occidentale senza l'approvazione esplicita del Fronte Polisario, l'unico legittimo rappresentante del popolo saharawi, costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e delle sentenze della Corte di giustizia europea (CGUE).
Sfruttamento Illegale delle Risorse e Complicità Internazionale:
Nella dichiarazione, diffusa dall'agenzia di stampa saharawi (SPS), il Meccanismo ha sottolineato che l'autorità del Marocco sul territorio è illegittima. La CGUE ha più volte stabilito che il Marocco non detiene la sovranità sul Sahara Occidentale. Di conseguenza, qualsiasi forma di sfruttamento delle risorse o investimento territoriale in assenza del consenso del popolo saharawi è da considerarsi nullo e privo di valore.
Il Coordinamento ha specificamente puntato il dito contro le aziende ufficiali francesi coinvolte in queste attività, accusandole di essere direttamente complici nel sostegno all'occupazione marocchina. Questa presa di posizione evidenzia un forte contrasto con la retorica della Francia che, pur professando pubblicamente il rispetto per il diritto internazionale e i diritti dei popoli, con le sue azioni concrete violerebbe tali principi, legittimando di fatto il saccheggio e l'annessione forzata del territorio.
Richiesta di Condanna e Responsabilità Legale:
Il Meccanismo di coordinamento ha ritenuto i governi francese e marocchino pienamente responsabili delle conseguenze politiche e legali derivanti da questa "azione provocatoria". Ha ribadito che tutti gli accordi e i contratti firmati riguardanti il Sahara Occidentale occupato sono invalidi ai sensi del diritto internazionale e delle decisioni delle corti europee.
L'appello si estende a livello globale, invitando forze progressiste, organizzazioni per i diritti umani, sindacati e organizzazioni economiche a condannare esplicitamente questo "crimine economico e politico". In particolare, si chiede di esercitare pressione sulle aziende francesi coinvolte affinché ritirino immediatamente la loro partecipazione, in segno di rispetto per la legittimità internazionale e le decisioni giudiziarie europee.
Resistenza Legittima e Rifiuto di Normalizzazione:
La dichiarazione si conclude con la ferma riaffermazione che il popolo saharawi proseguirà la sua legittima resistenza, utilizzando ogni mezzo pacifico e legale, fino al completo recupero della sovranità sul proprio territorio nazionale.
Il Coordinamento ha avvertito che qualsiasi tentativo di normalizzazione con la potenza occupante incontrerà rifiuto e resistenza. È stato ribadito il diritto assoluto all'autodeterminazione, alla libertà e all'indipendenza per il popolo saharawi, con il conseguente rifiuto di qualsiasi forma di partenariato, investimento o presenza internazionale sul territorio occupato. Il messaggio è chiaro: chiunque contribuisca a queste attività si pone in una posizione di complicità con l'occupazione marocchina.
