Addis Abeba (Etiopia), 9 febbraio 2026 (SPS) – La Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha annunciato il ritiro della propria candidatura al Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell’Unione Africana (UA) per il mandato 2026-2028, esprimendo ufficialmente il proprio sostegno alla candidatura dello Stato di Libia.
La decisione è stata formalizzata attraverso una Nota Verbale presentata sabato all’Ufficio del Consulente legale dell’Unione Africana. Nel documento, la RASD spiega di aver accolto la richiesta avanzata dalla Libia ai Paesi della Regione Settentrionale affinché sostenessero la sua candidatura per il seggio riservato all’area nordafricana.
Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale, il ritiro è stato motivato da un senso di responsabilità e dall’impegno a favore dell’unità africana. La Repubblica Saharawi ha sottolineato di aver agito in qualità di decano degli Stati della Regione Settentrionale in seno all’UA, ribadendo il proprio approccio improntato a flessibilità, cooperazione e tutela degli interessi supremi dell’Unione.
La RASD aveva presentato la propria candidatura a metà gennaio, insieme a Libia e Marocco, per concorrere al seggio nordafricano nel Consiglio per la Pace e la Sicurezza. L’iniziativa aveva suscitato ampio interesse politico e mediatico.
Le elezioni per il rinnovo dei membri del Consiglio sono previste nell’ambito della 48ª sessione ordinaria del Consiglio esecutivo dell’Unione Africana, in programma l’11 e 12 febbraio ad Addis Abeba. Gli Stati membri saranno chiamati a eleggere i rappresentanti delle cinque regioni del continente.
Per la Regione Settentrionale, la competizione vedrà ora contrapposte Libia e Marocco. Nelle altre regioni, la Repubblica Democratica del Congo e il Gabon si contenderanno il seggio per l’Africa Centrale; Comore, Gibuti, Somalia e Uganda per l’Africa Orientale; Lesotho, Malawi e Sudafrica per l’Africa Australe; mentre sette Paesi dell’Africa Occidentale – Benin, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia, Senegal, Sierra Leone e Togo – concorreranno per tre seggi disponibili.
Nel quadro delle dinamiche regionali e degli equilibri politici interni all’Unione, diversi Stati hanno ritirato le proprie candidature nelle ultime settimane a seguito di intese e consultazioni diplomatiche, tra cui Kenya e Ruanda nella Regione Orientale.
La decisione della Repubblica Saharawi si inserisce dunque in un contesto di negoziazioni e accordi volti a favorire il consenso e la coesione all’interno dell’Unione Africana.
