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Sahara Occidentale: Accordo di compromesso al Consiglio di Sicurezza, ma la votazione resta incerta



New York, 30 ottobre 2025 — Dopo giorni di intense trattative a porte chiuse, si è concluso mercoledì 29 ottobre l’ultimo ciclo di consultazioni tra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla nuova bozza di risoluzione americana relativa alla missione delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Nonostante alcuni progressi significativi, la votazione prevista per oggi, giovedì 30 ottobre, rimane in bilico a causa del mancato consenso totale tra i Paesi membri su tutti i punti chiave del testo.


Gli Stati Uniti cedono su un paragrafo chiave:

Secondo fonti diplomatiche, Washington avrebbe accettato di introdurre modifiche sostanziali ad alcuni paragrafi del testo, accogliendo le richieste avanzate da Mosca e da altri membri del Consiglio.
Il nuovo passaggio — considerato il cuore politico della risoluzione — recita ora:

“Il Consiglio invita le parti a impegnarsi in negoziati senza precondizioni sulla base dell’autonomia, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione politica definitiva accettabile per entrambe le parti, che garantisca al popolo del Sahara Occidentale il diritto all’autodeterminazione.”

Questa formulazione, voluta con forza dalla Federazione Russa, ristabilisce un equilibrio terminologico e politico tra le due parti in conflitto — il Fronte Polisario e lo Stato occupante marocchino — e riporta al centro del dibattito il principio di autodeterminazione del popolo saharawi, cardine delle risoluzioni ONU sul tema.


Mosca riafferma il principio di neutralità:

La Russia ha ribadito il proprio impegno nel difendere la neutralità delle Nazioni Unite e l’adesione rigorosa al diritto internazionale, sottolineando che qualsiasi soluzione deve essere concordata da entrambe le parti sotto la supervisione dell’ONU e non può derivare da azioni unilaterali.

Secondo i diplomatici russi, “qualsiasi tentativo di imporre soluzioni al di fuori del quadro delle Nazioni Unite avrebbe conseguenze negative sulla stabilità, sulla pace regionale e sulla credibilità stessa del Consiglio di Sicurezza”.

Questa posizione rafforza il ruolo di Mosca come arbitro equilibrato in un contesto geopolitico segnato dalle tensioni tra blocchi e dal progressivo indebolimento della coesione occidentale su dossier internazionali complessi.


Una bozza ancora controversa:

Sebbene il testo riformulato abbia ridotto le divergenze tra le delegazioni, permane un forte disaccordo su alcuni punti sensibili, in particolare sul riferimento alla proposta marocchina di autonomia del 2007, considerata da diversi membri “una base non neutrale”.

Inoltre, il calendario ufficiale del Consiglio non include — al momento — alcuna sessione dedicata al Sahara Occidentale né per oggi né per domani, segno evidente dell’incertezza che grava ancora sul processo di voto.


La votazione:

Secondo fonti diplomatiche accreditate, la votazione sulla risoluzione americana è comunque prevista per oggi, giovedì 30 ottobre 2025, alle ore 10:00 (ora di New York), salvo ulteriori rinvii dovuti a mancate intese di ultima ora.


Punti Chiave della Bozza di Risoluzione sul Sahara Occidentale:

Parte preambolare;

Ribadisce la necessità di rispettare il cessate il fuoco e di evitare ogni azione che possa compromettere il processo politico.
- Esprime preoccupazione per la carenza di fondi umanitari destinati ai rifugiati saharawi e invita i Paesi donatori ad aumentare il sostegno.
- Riafferma l’importanza del censimento e della registrazione dei rifugiati saharawi, richiesta da tempo dall’ONU.

Parte operativa;

Proroga del mandato della MINURSO fino ad aprile 2026.
- Richiede al Segretario Generale di presentare una revisione strategica completa della missione prima della fine del mandato.

Sezione politica e negoziale (riformulata): 

Il Consiglio riafferma il proprio impegno a sostenere una soluzione politica giusta, duratura e accettabile basata sul consenso, conforme ai principi e agli obiettivi delle Nazioni Unite, incluso il diritto all’autodeterminazione.
- Fa riferimento alla proposta di autonomia marocchina del 2007 come una delle basi possibili per una soluzione negoziata, ma non come l’unica.
- Invita le parti a negoziare senza precondizioni sotto l’egida delle Nazioni Unite per raggiungere un accordo politico definitivo e reciprocamente accettabile.


Conclusione:

L’attuale fase del negoziato segna un punto di svolta nel trattamento della questione del Sahara Occidentale da parte del Consiglio di Sicurezza.
L’inserimento esplicito del principio di autodeterminazione rappresenta una parziale vittoria diplomatica per il Fronte Polisario e i suoi alleati, mentre per Washington e Rabat la nuova formulazione costituisce un compromesso necessario, ma politicamente costoso.

La partita resta aperta: se la risoluzione verrà adottata, sarà vista come un passo verso un riequilibrio del linguaggio diplomatico dell’ONU sulla questione saharawi; se invece verrà rinviata o bloccata, si confermerà la crisi di fiducia interna al Consiglio di Sicurezza e la crescente difficoltà americana nel mantenere il consenso internazionale su un dossier che da cinquant’anni attende giustizia.

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