New York, 30 ottobre 2025 — Con un documento formale inserito nei registri ufficiali delle Nazioni Unite (S/2025/664), il Fronte Polisario ha presentato al Segretario Generale dell’ONU António Guterres una proposta estesa per una soluzione politica accettabile per le due parti, fondata sul diritto inalienabile all’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale e sulla prospettiva di una pace duratura nella regione del Maghreb.
Brahim Ghali: «Solo un referendum libero potrà garantire l’autodeterminazione del popolo saharawi e la stabilità regionale»
Il documento, firmato dal Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e Segretario Generale del Fronte Polisario Brahim Ghali, riafferma la volontà del movimento saharawi di collaborare con le Nazioni Unite e l’Unione Africana per la piena attuazione del mandato della MINURSO, la missione ONU istituita nel 1991 per organizzare un referendum di autodeterminazione.
Il Cuore della Proposta: Referendum e Autodeterminazione
Il Fronte Polisario ribadisce che nessuna soluzione politica sarà credibile senza un referendum libero, equo e trasparente, condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite, che includa l’opzione dell’indipendenza tra le possibilità offerte agli elettori.
Richiamandosi alla Carta delle Nazioni Unite, alla Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale e al Parere della Corte Internazionale di Giustizia del 1975, la proposta riafferma che il Sahara Occidentale è e resta una questione di decolonizzazione e che il Marocco non è la potenza amministratrice legittima del territorio.
Il documento cita inoltre la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha più volte confermato il carattere “separato e distinto” del Sahara Occidentale rispetto al Marocco, rafforzando il principio di autodeterminazione come norma imperativa (jus cogens) del diritto internazionale.
Dialogo e Garanzie Reciproche: la Prospettiva Post-Referendum
Uno degli elementi più innovativi della proposta è l’impegno esplicito del Polisario, nel caso in cui il referendum conduca all’indipendenza, a negoziare con il Regno del Marocco relazioni strategiche e reciprocamente vantaggiose.
Il documento propone:
- un periodo di transizione concordato per un passaggio ordinato dei poteri;
- la creazione di un Meccanismo Congiunto di riconciliazione e cooperazione;
- accordi economici e di sicurezza bilaterali, volti a garantire stabilità, cooperazione economica e rispetto reciproco tra i due Stati.
Lo Stato Saharawi, si legge nella proposta, «sarà pronto a condividere i costi della pace» e a costruire «relazioni di buon vicinato» fondate sulla sovranità, sull’integrità territoriale e sul mutuo rispetto.
Un Modello di Stato Democratico e Aperto alla Cooperazione:
Il documento del Polisario delinea inoltre le fondamenta del futuro Stato Saharawi, basato su:
- separazione dei poteri e sistema multipartitico;
- economia di mercato e stato di diritto;
- partecipazione democratica e tutela delle libertà individuali.
La RASD si impegna a promuovere lo sviluppo sostenibile in linea con l’Agenda 2063 dell’Unione Africana e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, incoraggiando investimenti internazionali e partenariati economici strategici, anche con il Regno del Marocco.
Risorse Naturali e Sviluppo Economico Condiviso:
Nell’ambito economico, la proposta prevede una cooperazione bilaterale sullo sfruttamento delle risorse naturali, tra cui fosfati, pesca ed energie rinnovabili, con:
- una ripartizione equa delle entrate per un periodo limitato;
- la possibilità di progetti congiunti e utilizzo condiviso delle infrastrutture per cinque anni rinnovabili;
- la co-circolazione della valuta marocchina come moneta di appoggio nella fase iniziale post-referendaria.
Tale approccio mira a favorire una transizione pacifica e sostenibile, evitando ogni logica di “vincitore e vinto”.
Un Appello alla Comunità Internazionale:
Il Fronte Polisario conclude la sua proposta riaffermando la disponibilità a negoziati seri, realistici e in buona fede, in linea con la Risoluzione 2756 (2024) del Consiglio di Sicurezza, che invita le parti ad ampliare le loro posizioni per raggiungere una soluzione definitiva.
«La pace, la stabilità e la cooperazione regionale – si legge nel testo – non possono essere costruite sull’occupazione o sull’imposizione, ma sul riconoscimento reciproco e sulla libera volontà dei popoli».
Con questa proposta, il Fronte Polisario lancia dunque un chiaro messaggio: la via della pace passa per il referendum e per il rispetto del diritto internazionale, unico fondamento duraturo per la riconciliazione e la stabilità nel Maghreb.
