New York (Stati Uniti), 10 ottobre 2025 – La questione del Sahara Occidentale, l'ultimo caso di decolonizzazione in Africa, è tornata al centro del dibattito presso il Quarto Comitato (Politica Speciale e Decolonizzazione) dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
In una ferma dichiarazione rilasciata giovedì 9 ottobre, l'Ambasciatore Sidi Mohamed Omar, Rappresentante del Fronte POLISARIO presso le Nazioni Unite e Coordinatore presso la MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), ha sottolineato che il popolo saharawi non rinuncerà mai ai propri diritti inalienabili e continuerà a difendere le proprie aspirazioni di libertà e indipendenza "con tutti i mezzi legittimi".
Cinquant'anni di Occupazione e Resistenza:
L'intervento di Sidi Mohamed Omar, che ha parlato a nome del Fronte POLISARIO in qualità di "legittimo e unico rappresentante del popolo del Sahara Occidentale", ha marcato un momento significativo, coincidendo con il cinquantesimo anniversario di quella che il POLISARIO definisce "l'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco", un atto condannato, tra l'altro, dal Consiglio di Sicurezza nel 1975 e dall'Assemblea Generale nel 1979.
Il Rappresentante ha descritto questi ultimi cinquant'anni come un periodo di "brutale occupazione e oppressione", ma anche come un'epoca di "lotta, resistenza e, soprattutto, di una forte determinazione" del popolo saharawi.
Rifiuto di "Fatto Compiuto" e Appello al Diritto Internazionale:
Nel suo discorso, l'Ambasciatore Omar ha criticato la persistenza del Marocco nel cercare di "imporre con la forza il fatto compiuto" e ha respinto con forza la "proposta colonialista" marocchina, definendola una "parodia" volta a "legittimare" l'occupazione.
"Non c'è pace né giustizia sotto un'occupazione brutale, radicata nell'oppressione, nella tirannia e nel terrore," ha affermato l'Ambasciatore, chiedendo che l'occupazione marocchina sia riconosciuta come illegale e che "deve cessare immediatamente".
Omar ha quindi richiamato l'attenzione sul ruolo fondamentale delle Nazioni Unite in quanto "bussola morale, forza di pace e garante del diritto internazionale", esortando l'organizzazione ad assumersi le proprie responsabilità. L'obiettivo primario, ha ribadito, è quello di consentire al popolo saharawi di "esercitare liberamente e democraticamente il proprio inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza".
Il messaggio finale del Fronte POLISARIO è di risoluta determinazione: nonostante gli enormi sacrifici compiuti per una pace giusta e duratura, il popolo saharawi è unito nel difendere le proprie aspirazioni nazionali.
