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UNGA 80: Il Marocco difende la sua occupazione del Sahara Occidentale mentre la comunità internazionale denuncia genocidi e invasioni



New York, 25 settembre 2025 – All’80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, gran parte dei leader mondiali ha concentrato i propri interventi sulla condanna del “genocidio” israeliano a Gaza e sull’invasione russa dell’Ucraina. In questo contesto, il Marocco ha invece utilizzato il podio per riaffermare il suo piano di autonomia per il Sahara Occidentale, presentandolo come “l’unica soluzione realistica” al conflitto.

Un approccio che però contrasta apertamente con le risoluzioni delle Nazioni Unite, le quali riconoscono il diritto inalienabile del popolo saharawi a un referendum di autodeterminazione.

Il discorso di Rabat:

Dal palco dell’Assemblea, il Primo Ministro marocchino Aziz Ajanuch, a nome di re Mohammed VI, ha dichiarato che “l’iniziativa per l’autonomia è l’unica soluzione realistica” e che “la maggior parte degli Stati membri di questa organizzazione sta aprendo la strada a un percorso chiaro per voltare pagina su questo conflitto”.

Secondo Rabat, la questione del Sahara Occidentale sarebbe giunta a un “bivio storico”. Ajanuch ha ribadito che il piano marocchino gode di “un crescente sostegno internazionale”, ignorando però la più recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza, la S/RES/2756 del 31 ottobre 2024, che riafferma il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione attraverso un referendum.

Il contrasto con il diritto internazionale:

Il Sahara Occidentale rimane, secondo l’ONU, un territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione. Nonostante ciò, Rabat continua a imporre la sua occupazione militare, sostenuta da alleanze politiche, accordi economici e militari con partner come Spagna, Francia, Stati Uniti e Israele.

Questa strategia, tuttavia, si scontra con i ripetuti pronunciamenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha condannato lo sfruttamento illegale delle risorse naturali saharawi e annullato diversi accordi commerciali firmati da Rabat con l’UE.

Un conflitto che dura da mezzo secolo:

Mentre la comunità internazionale denuncia i crimini contro i popoli di Palestina e Ucraina, il Marocco persevera nella sua politica di occupazione, tentando di presentarla come una soluzione definitiva. Ma la realtà rimane immutata: il Sahara Occidentale è un territorio sotto mandato ONU, e il popolo saharawi conserva il diritto imprescrittibile a decidere liberamente il proprio futuro.

Ignorare questa verità non la cancella: significa soltanto prolungare un’ingiustizia che dura da quasi cinquant’anni.

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