New York, 25 settembre 2025 – Intervenendo all’80ª sessione ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha esortato la comunità internazionale a non dimenticare la questione del Sahara Occidentale e a rispettare il diritto del suo popolo all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Nel suo discorso, Ramaphosa ha sottolineato che la Carta delle Nazioni Unite obbliga gli Stati membri a sostenere i diritti dei popoli sotto occupazione. “Il Sudafrica invita le Nazioni Unite a rispettare il diritto inalienabile del popolo del Sahara Occidentale all’autodeterminazione”, ha dichiarato, ribadendo che il rispetto di tale principio è una responsabilità condivisa da tutti i membri dell’ONU.
Il leader sudafricano ha inoltre affermato la disponibilità del suo Paese a collaborare con gli altri Stati per promuovere gli obiettivi delle Nazioni Unite in materia di pace, sicurezza, sviluppo e diritti umani. “L’adempimento della Carta delle Nazioni Unite implica il rispetto del diritto inalienabile dei popoli all’autodeterminazione”, ha insistito, richiamando la comunità internazionale alla coerenza con i principi fondativi dell’ONU.
Il contesto del dibattito generale:
Il dibattito generale dell’Assemblea Generale si è aperto il 23 settembre e proseguirà fino al 29. Nella stessa sessione, sono emerse posizioni fortemente contrastanti: il presidente statunitense Donald Trump ha criticato l’ONU, l’immigrazione illegale, le politiche sull’energia verde e il riconoscimento dello Stato palestinese, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha definito la situazione a Gaza un “genocidio” e una “politica di massacri di massa” da parte di Israele.
In questo scenario di crisi e tensioni globali, Ramaphosa ha riportato l’attenzione sulla questione saharawi, sottolineando come la mancata soluzione del conflitto del Sahara Occidentale continui a rappresentare una ferita aperta per il diritto internazionale e per la credibilità stessa delle Nazioni Unite.
