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Sahara Occidentale: Un'emergenza di decolonizzazione e diritti umani al Consiglio ONU



Ginevra (Svizzera), 26 settembre 2025 – Il Sahara Occidentale è stato messo in risalto come l'ultima questione irrisolta della decolonizzazione in Africa, quasi mezzo secolo dopo, con la continua negazione del diritto inalienabile all'autodeterminazione al popolo Saharawi.

In una dichiarazione congiunta rilasciata durante una sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, la Federazione internazionale per la protezione delle minoranze etniche, religiose e linguistiche e il Movimento internazionale dei giovani e degli studenti per le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione. L'attivista Najla Mohamed Lamine Selma, che ha presentato la dichiarazione a nome delle due organizzazioni, ha sottolineato la duplice crisi che affligge il popolo Saharawi.


Repressione e Sfruttamento Illegale delle Risorse:

Selma ha denunciato la continua repressione subita dal popolo Saharawi sotto l'occupazione marocchina. Parallelamente a queste violazioni dei diritti umani, si verifica uno sfruttamento illegale e sistematico delle risorse naturali del territorio.

Queste risorse includono:

Fosfati e pesca.

Progetti di energia rinnovabile (solare ed eolico).

Minerali essenziali.

Tale sfruttamento avviene senza il consenso del popolo Saharawi, contravvenendo palesemente al diritto internazionale e al fondamentale principio di sovranità permanente sulle risorse naturali.


Giustizia Climatica e Transizione Energetica:

La dichiarazione ha anche affrontato l'intersezione tra diritti umani e giustizia climatica. È stato evidenziato che la transizione globale verso le energie rinnovabili non deve avvenire a scapito dei diritti fondamentali. In particolare, i massicci progetti solari ed eolici nei territori occupati non sono visti come un contributo alla giustizia climatica, ma piuttosto come strumenti per:

- Espandere gli insediamenti.

- Intensificare l'esaurimento delle risorse.

Inoltre, la dichiarazione ha evidenziato la vulnerabilità del popolo Saharawi ai cambiamenti climatici, specialmente quelli che vivono nei campi profughi. Essi affrontano sfide crescenti come la scarsità d'acqua, la desertificazione e le temperature estreme.


Appello Internazionale:

Concludendo la dichiarazione, le organizzazioni hanno lanciato un appello urgente alla comunità internazionale, chiedendo:

- La fine immediata dello sfruttamento illegale delle risorse nel Sahara Occidentale.

- Che paesi e aziende si astengano dal trarre profitto dall'occupazione.

L'appello si è concluso con una chiara affermazione: "non può esserci giustizia climatica senza decolonizzazione, e non può esserci futuro sostenibile finché ai Sahrawi viene negata la sovranità sulla loro terra e sulle loro risorse." Questo messaggio riafferma che il diritto all'autodeterminazione e la gestione delle proprie risorse sono indissolubilmente legati alla sostenibilità e alla giustizia globale.

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