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L'idrogeno "macchiato di Sangue": Il greenwashing che sfrutta il Sahara Occidentale



Berlino, 25 settembre 2025 – Lo sfruttamento delle risorse naturali nel Sahara Occidentale per la produzione di idrogeno verde non è altro che una continuazione del colonialismo, mascherata da una forma di "greenwashing". È quanto sostiene Amma Lahbib, attivista dell'Associazione della comunità Sahrawi in Germania, che ha descritto questi progetti come uno stratagemma per perpetuare la repressione marocchina sull'ultima colonia africana.

In un'intervista al quotidiano tedesco taz, Lahbib ha denunciato il saccheggio frenetico delle ricchezze naturali saharawi da parte del Marocco e dei suoi partner, definendo queste attività illegali. Lo sfruttamento avviene in un territorio occupato, senza il consenso del popolo saharawi, e pertanto i progetti di idrogeno verde non possono essere considerati "green", ma piuttosto "idrogeno macchiato di sangue".


Diritti Umani Violati in Nome dell'Energia Verde:

Secondo l'attivista, i cosiddetti progetti "verdi" vengono realizzati a discapito dei diritti umani. L'occupazione militare marocchina, che da 50 anni opprime il popolo saharawi, è segnata da gravi violazioni. I Saharawi subiscono violenze sistematiche, vengono costretti a lasciare le loro case e le loro terre vengono demolite per fare spazio a parchi eolici, impianti di produzione di idrogeno e infrastrutture turistiche.

La repressione si estende anche al contesto civile e mediatico. Gli attivisti per i diritti umani sono soggetti a censura e controllo, e la libertà di stampa è quasi inesistente. I giornalisti che osano denunciare la situazione subiscono persecuzioni, e sono frequenti i casi di rapimenti, violenze e incarcerazioni senza processo. A ciò si aggiunge una grave discriminazione nel mercato del lavoro, dove i coloni marocchini vengono favoriti a scapito della popolazione locale.


L'Idrogeno come Opportunità di Dibattito:

Nonostante la situazione drammatica, Amma Lahbib vede in questi progetti un'opportunità unica per accendere un dibattito globale sullo sfruttamento del Sahara Occidentale. "L'unica opportunità offerta da queste attività illegali è quella di aprire un dibattito critico", ha affermato.

Storicamente, l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale ha ricevuto scarsa attenzione mediatica e politica, soprattutto in Germania. L'emergere dell'energia rinnovabile, e in particolare dell'idrogeno, offre ora un'occasione per mettere in discussione l'origine di queste risorse e denunciare un'ingiustizia che, fino ad oggi, è rimasta in gran parte ignorata.

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