Sahara occidentale, 6 settembre 2025 – L'Associazione Sahrawi per le vittime di gravi violazioni dei diritti umani commesse dallo Stato marocchino (ASVDH) ha levato la sua voce per denunciare la grave discriminazione subita dai prigionieri civili Sahrawi all'interno delle carceri marocchine.
In un comunicato ufficiale, l'ASVDH ha espresso una ferma condanna, sollecitando lo Stato marocchino a porre fine immediatamente alle politiche di ritorsione dirette contro questi prigionieri e le loro famiglie. Tali azioni, si legge nella dichiarazione, non solo aggravano le loro sofferenze ma palesano il chiaro intento di umiliarli.
L'Associazione ha ribadito un principio fondamentale: i diritti umani non sono concessioni selettive, bensì diritti intrinseci che devono essere garantiti a tutti i detenuti e prigionieri. Non devono esistere discriminazioni basate su razza, appartenenza politica o origine geografica.
Il comunicato ha rilanciato con forza l'appello per la liberazione di tutti i prigionieri politici Sahrawi, chiedendo una soluzione definitiva a questa problematica nel Sahara Occidentale. Tale richiesta è in linea con gli impegni internazionali che il Marocco ha assunto in materia di diritti umani.
Infine, l'ASVDH ha rivolto un'esortazione diretta alle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, affinché si assumano le proprie responsabilità nei confronti del popolo Sahrawi e agiscano per garantire il loro inalienabile diritto alla libertà e all'indipendenza.
