New York, 5 settembre 2025 – La Missione Permanente del Sudafrica presso le Nazioni Unite ha trasmesso il 21 agosto al Consiglio di Sicurezza un importante memorandum del Fronte POLISARIO sulla questione del Sahara Occidentale, documento che riafferma il diritto inalienabile del popolo sahrawi all’autodeterminazione e denuncia l’occupazione illegale da parte del Marocco.
Il testo, inserito come allegato ufficiale al documento S/2025/528, ripercorre i principali riferimenti giuridici e politici che definiscono il Sahara Occidentale come una questione di decolonizzazione ancora irrisolta, sottolineando la responsabilità della comunità internazionale nel porre fine a cinquant’anni di occupazione militare marocchina.
Il diritto all’autodeterminazione:
Il memorandum richiama la storica sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 1975, che ha escluso qualsiasi legame di sovranità tra il Sahara Occidentale e il Marocco, e ribadisce che la decolonizzazione deve avvenire attraverso un referendum libero e genuino sotto supervisione delle Nazioni Unite. Viene inoltre ricordato che numerose risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza hanno costantemente riconosciuto questo diritto.
L’occupazione marocchina definita illegale:
Il documento evidenzia come la presenza del Marocco nel territorio costituisca un’occupazione forzata e illegale, contraria alla Carta delle Nazioni Unite e al principio dell’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la forza. A sostegno di ciò, il POLISARIO cita:
- le risoluzioni dell’Assemblea Generale 34/37 (1979) e 35/19 (1980), che deplorano l’occupazione;
- il parere legale ONU del 2002, che ha dichiarato privo di effetti l’“Accordo di Madrid”;
- le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (2016 e 2024), che riconoscono lo status distinto del Sahara Occidentale;
- la decisione della Corte Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli (2022), che considera l’occupazione incompatibile con il diritto all’autodeterminazione.
La RASD e il ruolo dell’Unione Africana:
Il memorandum ricorda che la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), proclamata nel 1976, è membro fondatore dell’Unione Africana e rappresenta oggi una realtà irreversibile a livello regionale e internazionale. La RASD viene descritta come un attore centrale di equilibrio e stabilità in Africa, impegnato a difendere i principi fondanti dell’UA, tra cui il rispetto dei confini al momento dell’indipendenza.
L’impegno del Fronte POLISARIO:
Il documento ribadisce la disponibilità del POLISARIO a una soluzione pacifica, giusta e duratura, ricordando la proposta presentata nel 2007 al Segretario Generale dell’ONU, che garantisce il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi. Tale proposta viene definita “una grande concessione” offerta per ristabilire pace e stabilità nella regione.
Appello alla comunità internazionale:
Il memorandum mette in guardia contro i tentativi del Marocco di imporre un “fatto compiuto” attraverso accordi bilaterali e riconoscimenti diplomatici, sottolineando che tali azioni violano il diritto internazionale. Gli Stati membri dell’ONU – si legge – hanno un obbligo erga omnes a non contribuire in alcun modo al consolidamento dell’annessione illegale del Sahara Occidentale.
Cinquant’anni di occupazione: una sfida per l’ONU
Nel 2025 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’invasione marocchina del Sahara Occidentale. Per il POLISARIO, porre fine a questa situazione rappresenta una cartina di tornasole per la credibilità delle Nazioni Unite e del sistema internazionale basato sulle regole.
Il documento conclude con un appello forte: rafforzare il mandato della MINURSO e consentire finalmente al popolo sahrawi di esercitare il proprio diritto inalienabile all’indipendenza tramite un referendum libero ed equo, come previsto dalle Nazioni Unite.