Sahara occidentale 27 agosto 2025 – La piattaforma “Non dimenticare il Sahara Occidentale” ha denunciato le profonde analogie tra l’occupazione sionista in Palestina e quella marocchina nel Sahara Occidentale, sottolineando come entrambe condividano strumenti, strategie e obiettivi comuni: muri, repressione, insediamenti e sfruttamento economico delle risorse naturali.
In un articolo dal titolo “Doppia occupazione: Palestina e Sahara Occidentale tra muri, repressione e saccheggio”, la piattaforma ha messo in evidenza come il Marocco e l’entità sionista siano due facce dello stesso progetto coloniale, uniti da una logica di dominio che si serve della forza militare, della tecnologia e della propaganda per consolidare i fatti sul terreno e negare i diritti fondamentali dei popoli occupati.
Muri e separazione dei popoli:
Secondo l’analisi, i muri rappresentano uno dei simboli più evidenti di entrambe le occupazioni. In Palestina, il muro di separazione isola la Cisgiordania e trasforma le comunità palestinesi in enclave assediate; nel Sahara Occidentale, invece, il Marocco ha eretto un imponente muro militare, disseminato di milioni di mine antiuomo, che divide le famiglie saharawi e garantisce il controllo e il saccheggio delle risorse naturali del territorio.
Cooperazione militare e tecnologica:
L’articolo evidenzia inoltre la stretta collaborazione tra Israele e Marocco. Tecnologie di sorveglianza, sistemi di spionaggio e droni israeliani vengono utilizzati contro il popolo saharawi, così come armi sperimentate in Palestina trovano impiego anche nel Sahara Occidentale. Una cooperazione che, secondo la piattaforma, conferma l’unità di intenti delle due occupazioni.
Propaganda e legittimazione dell’occupazione:
Un altro punto comune è l’uso della propaganda. Israele nega i diritti dei palestinesi per giustificare gli insediamenti, mentre il Marocco ricorre a false rivendicazioni storiche per legittimare l’annessione del Sahara Occidentale. In entrambi i casi l’obiettivo è cancellare l’identità nazionale dei popoli occupati e presentare al mondo una narrativa utile a mascherare l’oppressione.
Saccheggio economico e sfruttamento delle risorse:
L’occupazione, sottolinea la piattaforma, non è solo militare ma anche economica. Israele controlla l’acqua, la terra e le risorse naturali della Palestina, mentre il Marocco saccheggia i fosfati, le zone di pesca e il potenziale energetico del Sahara Occidentale. Multinazionali straniere, spesso complici, traggono profitto da questo sfruttamento a discapito delle popolazioni locali.
Repressione e prigionieri politici:
Entrambe le occupazioni si distinguono per la dura repressione di ogni forma di resistenza. Migliaia di palestinesi, compresi minori, si trovano nelle carceri israeliane; allo stesso modo, il Marocco imprigiona attivisti saharawi, tra cui i membri del gruppo “Gdeim Izik”, condannati con processi farsa basati su confessioni estorte sotto tortura.
Insediamenti e colonizzazione demografica:
La colonizzazione demografica costituisce un altro strumento centrale. Israele costruisce insediamenti illegali sulle terre palestinesi, mentre il Marocco promuove l’arrivo massiccio di coloni marocchini nelle città saharawi occupate, con l’obiettivo di rendere i saharawi una minoranza nella loro stessa patria.
Conclusione: un’unica lotta
L’articolo si conclude ribadendo che Palestina e Sahara Occidentale condividono non solo il dolore dei muri, della repressione e degli insediamenti, ma anche la forza della resistenza e la speranza di ottenere il diritto all’autodeterminazione. La piattaforma sottolinea che la vera solidarietà internazionale deve abbracciare entrambi i popoli, uniti nella stessa lotta contro l’ingiustizia coloniale.
