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La rivolta di Zemla: 55 anni di resistenza Saharawi, tra memoria storica e appello internazionale



Sahara occidentale, 18 giugno 2025 – Cinquantacinque anni dopo la storica Rivolta di Zemla, l'Organo Saharawi Contro l'Occupazione Marocchina (ISACOM) ha commemorato un evento che rimane un pilastro fondamentale nella lotta del popolo Saharawi per l'autodeterminazione e l'indipendenza. La ricorrenza è stata l'occasione per ribadire la ferma condanna dell'eredità coloniale spagnola e dell'attuale occupazione marocchina, sottolineando la continuità di una resistenza ininterrotta.

In una dichiarazione ufficiale rilasciata per l'occasione, ISACOM ha rievocato i tragici eventi del 17 giugno 1970. Nel quartiere Zemla di El-Aaiun, all'epoca sotto il giogo coloniale spagnolo, una protesta popolare pacifica si levò contro l'oppressione, rivendicando con forza i diritti legittimi del popolo saharawi, primo fra tutti quello all'autodeterminazione, come sancito dalla Risoluzione 1514 del 1960 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La manifestazione, tuttavia, fu brutalmente repressa dalle autorità spagnole. Il bilancio fu drammatico: decine di morti e feriti tra i manifestanti saharawi, e il rapimento del leader del movimento nazionale, Sidi Mohamed Basiri. Il suo destino, ancora oggi sconosciuto, lo ha elevato a simbolo duraturo della resistenza civile saharawi, un monito costante dell'ingiustizia subita.

ISACOM ha sottolineato come la Rivolta di Zemla e la violenta repressione che ne seguì abbiano rappresentato la scintilla per una nuova fase della lotta di liberazione. Da questo momento cruciale nacque nel 1973 il Fronte Polisario, che diede il via a una duplice strategia di resistenza: quella armata e quella diplomatica, entrambe volte alla liberazione del Sahara Occidentale.

Nella commemorazione di questo anniversario significativo, ISACOM ha condannato con veemenza la persistente repressione dei civili saharawi nei territori occupati sotto il controllo marocchino. L'Organo ha voluto evidenziare la perennità dello spirito di resistenza, che affonda le sue radici nella Rivolta di Zemla e si manifesta attraverso eventi cardine come l'Intifada per l'Indipendenza del 21 maggio 2005, il campo di protesta di Gdeim Izik (10 ottobre - 8 novembre 2010), e le attuali forme di lotta pacifica.

L'Autorità ha inoltre ribadito il suo categorico rifiuto di qualsiasi tentativo di normalizzazione dell'occupazione marocchina, rivolgendo un pressante appello alla comunità internazionale. Si chiede un'assunzione di responsabilità legale e morale riguardo alla situazione nel Sahara Occidentale, sollecitando l'urgente implementazione della legalità internazionale, inclusa la piena possibilità per il popolo saharawi di esercitare il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione.

A conclusione della sua dichiarazione, ISACOM ha lanciato un'ulteriore richiesta alla Spagna, ex potenza coloniale, affinché riveli finalmente la sorte del leader Sidi Mohamed Basiri. L'Organo ha reso omaggio ai martiri della Rivolta di Zemla e a tutte le vittime del colonialismo e del neocolonialismo, riaffermando con determinazione il proprio incrollabile impegno nella lotta per la libertà e l'indipendenza del Sahara Occidentale.

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