Maputo (Mozambico), 21 giugno 2025 – La Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha preso parte alla recente riunione tecnica tenutasi a Maputo, Mozambico, dal 16 al 18 giugno. L'incontro, incentrato sulla valutazione dell'attuazione degli impegni del Global Response Forum 2023 e dei Quadri Umanitari dell'Unione Africana, ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse nazioni, inclusi i consiglieri della Rappresentanza permanente della RASD presso l'Unione Africana, tra cui il Sig. Aman Sidi Abdallah.
Durante i lavori, la delegazione saharawi ha posto l'accento sulle condizioni uniche e complesse che affrontano i rifugiati saharawi, riconosciuti come la popolazione rifugiata più longeva del continente africano. Particolare enfasi è stata data alle severe sfide climatiche che caratterizzano i campi profughi.
Ciò che distingue l'esperienza saharawi è la loro notevole autonomia nella gestione delle proprie comunità. La delegazione ha evidenziato come i rifugiati abbiano autonomamente costruito e gestito infrastrutture essenziali nei settori dell'istruzione, sanità, approvvigionamento idrico, elettricità, trasporti e connettività internet. Questo è stato reso possibile grazie al prezioso sostegno di paesi e organizzazioni amiche, con un ruolo fondamentale svolto dall'Algeria, il paese ospitante. È stato inoltre sottolineato come i servizi siano distribuiti in modo equo e senza discriminazioni, un modello unico nel contesto africano.
Di fronte a un calo significativo degli aiuti umanitari, la delegazione della RASD ha lanciato un appello urgente per una revisione dei meccanismi di risposta umanitaria. La richiesta principale è di focalizzarsi maggiormente sul sostegno diretto alle iniziative dei rifugiati stessi, incoraggiando attivamente progetti agricoli, laboratori di produzione e piccole iniziative economiche. Questo, senza ovviamente tralasciare la necessità di continuare a ricevere il supporto vitale dai partner internazionali.
Un momento saliente delle discussioni è stato il tentativo da parte di alcuni rappresentanti dello "stato occupante marocchino" di depoliticizzare la questione dei rifugiati saharawi. La delegazione della RASD ha prontamente replicato, ribadendo con fermezza che qualsiasi tentativo di separare la dimensione politica dalla questione dei richiedenti asilo mira a occultare le politiche coloniali messe in atto dallo stato occupante marocchino. Queste politiche sono state identificate come la causa principale dello sfollamento del popolo saharawi e del continuo aggravarsi delle loro sofferenze.
