Castro-Urdiales (Spagna), 9 giugno 2025 – Domenica 8 giugno, oltre 400 persone si sono riunite a Castro-Urdiales per partecipare alla 6ª edizione del Cammino di Solidarietà con i bambini saharawi. L'evento, organizzato congiuntamente dal Club Alpino di Sámano e dall'associazione Cantabria per il Sahara, ha visto una significativa collaborazione del Comune di Castro-Urdiales, dei comuni di Sámano e Santullán, e il supporto essenziale di numerose aziende e privati locali.
Un Percorso di Impegno e Consapevolezza:
La marcia solidale ha preso il via dalla piazza del municipio di Castro-Urdiales, snodandosi lungo un percorso circolare che ha toccato le località di Mioño, Santullán e Sámano. Questa giornata ha brillantemente fuso l'attività sportiva con un profondo impegno sociale, ponendo l'accento sulla rivendicazione dei diritti inalienabili del popolo saharawi.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma "Vacanze in Pace", che quest'estate porterà 49 minori saharawi dai campi profughi di Tindouf (Algeria) in Cantabria. Di questi, 35 saranno accolti da famiglie locali, mentre 14 bambini con disabilità riceveranno assistenza dedicata da volontari presso il CIFP di La Granja a Heras (Medio Cudeyo).
La Voce Contro il Silenzio: La Situazione del Popolo Saharawi
Gli organizzatori hanno voluto mettere in luce il contesto drammatico in cui vivono questi bambini. Si tratta di figli e nipoti di saharawi con documenti d'identità spagnoli, le cui famiglie furono costrette all'esilio dopo l'invasione del Sahara Occidentale da parte del Marocco nel 1975, un'azione avvenuta con il tacito consenso del governo spagnolo. "Una storia troppo spesso silenziata nei libri di testo scolastici", ha denunciato Cantabria per il Sahara.
L'occupazione marocchina è stata tristemente consolidata dalla costruzione del cosiddetto "muro della vergogna", una barriera di oltre 2.700 chilometri circondata da milioni di mine, che ha causato innumerevoli vittime e feriti, anche tra i più piccoli. Oggi, circa 174.000 persone sopravvivono in condizioni estremamente precarie nell'hamada algerina, con accesso insufficiente ad acqua, cibo e cure mediche. È allarmante notare che oltre il 40% di questa popolazione ha meno di 17 anni.
Denunce e Appelli alla Giustizia Globale:
Durante l'evento, è stata denunciata anche la situazione dei saharawi che vivono nei territori occupati dal Marocco, dove subiscono torture, violenze sessuali e una repressione sistematica. Nel contempo, il governo spagnolo continua a sostenere la proposta di autonomia marocchina, definita dall'associazione come "un tradimento del diritto del popolo saharawi a decidere liberamente del proprio futuro attraverso un referendum".
Le richieste di giustizia si sono estese oltre i confini del Sahara Occidentale, esprimendo solidarietà con altri popoli oppressi, in particolare quello palestinese. È stato denunciato il genocidio perpetrato dal governo israeliano, che ha già causato oltre 50.000 morti, tra cui migliaia di bambini, innescando una crisi umanitaria senza precedenti.
Supporto alla Marcia Internazionale per i Diritti Umani:
La dichiarazione letta dagli organizzatori ha anche espresso pieno sostegno alla marcia internazionale per i diritti umani nel Sahara Occidentale e per la libertà dei prigionieri politici saharawi. Questa marcia, partita il 30 marzo dal nord della Francia, mira a raggiungere il carcere di Kenitra, in Marocco, dove l'attivista Naama Asfari è detenuta dal 2010 a seguito di un processo iniquo. L'iniziativa, patrocinata dagli Amici della RASD in Francia e da Claude Mangin, moglie di Asfari, coprirà oltre 3.000 chilometri, raggiungendo Algeciras per una grande mobilitazione prima di entrare in Marocco il 1° giugno.
Cantabria per il Sahara ha lamentato il silenzio mediatico che ha circondato sia questa marcia sia la drammatica situazione del popolo saharawi, ribadendo con forza il ruolo cruciale dei cittadini come sentinelle contro l'impunità e la negligenza.
"Oggi marciamo per i bambini saharawi, per i diritti umani e per la giustizia. E lo facciamo ricordando tutte le persone che, per difendere la dignità del loro popolo, vengono ingiustamente imprigionate", hanno concluso gli organizzatori, riaffermando l'incrollabile impegno per un futuro più equo e libero.