Campi profughi saharawi, 31 maggio 2025 – Sabato 31 maggio ricorrerà il nono anniversario della scomparsa di Mohamed Abdelaziz, figura storica del movimento di liberazione saharawi e instancabile difensore dei diritti del suo popolo. Deceduto il 31 maggio 2016 dopo una lunga malattia, Abdelaziz ha lasciato un’eredità politica e morale profonda, tracciando una rotta chiara per le generazioni future impegnate nella lotta per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale.
Presidente della Repubblica Saharawi e Segretario Generale del Fronte Polisario per quattro decenni, Abdelaziz ha incarnato la resistenza contro l’occupazione marocchina, portando la voce del popolo saharawi nei più importanti consessi internazionali e guadagnandosi il rispetto di leader e istituzioni di tutto il mondo.
Il Leader della Causa Saharawi:
La sua figura è oggi ricordata non solo per la determinazione nella guida militare e diplomatica, ma anche per la visione statuale moderna e inclusiva che seppe promuovere. Fu protagonista nella fondazione dell’apparato istituzionale della Repubblica Saharawi, investendo risorse e attenzione nello sviluppo di settori chiave come istruzione, sanità, giustizia e promozione dei diritti umani.
Abdelaziz credeva fermamente nella costruzione di uno Stato basato su istituzioni solide e principi democratici. Promosse la separazione dei poteri, il ruolo centrale del Parlamento e meccanismi di controllo trasparente, con una costante attenzione alla partecipazione politica delle donne e dei giovani. In particolare, considerava i giovani la vera avanguardia del movimento, sia sul piano politico sia nella lotta armata.
Un Comandante e Statista:
Originario del Sahara Occidentale, Abdelaziz assunse un ruolo militare già nei primi anni della lotta. Dopo la scomparsa del fondatore della rivoluzione, El Ouali Mustafa Sayed, nel giugno del 1976, fu eletto alla guida del Fronte Polisario, assumendo anche la presidenza della Repubblica Saharawi. Da quel momento, guidò la resistenza attraverso un lungo periodo di guerra, negoziazioni e diplomazia internazionale.
Fu un comandante lucido e strategico, capace di modernizzare l’Esercito Popolare di Liberazione Saharawi, valorizzando la formazione militare e l’organizzazione operativa. Le sue capacità tattiche furono riconosciute non solo nei campi di battaglia del Sahara occidentale, ma anche nel contesto delle trattative politiche ad alto livello.
Architetto della Diplomazia Saharawi:
Sotto la sua guida, la RASD ottenne importanti riconoscimenti internazionali, tra cui l’ammissione all’Organizzazione per l’Unità Africana (ora Unione Africana) nel 1984. Fu eletto vicepresidente dell’organismo continentale nello stesso anno e riconfermato nel 2002. La sua azione diplomatica fu determinante per porre la questione saharawi al centro dell’agenda internazionale.
Partecipò a negoziati cruciali in sedi come Marrakech, Rabat, Taif e Algeri. Uno dei suoi più grandi successi fu ottenere l’approvazione del Piano di risoluzione ONU-UA del 1988, che costrinse il Marocco ad accettare, almeno formalmente, il principio dell’autodeterminazione del popolo saharawi.
Una Visione Strategica e Paziente:
Dotato di una straordinaria pazienza politica, Mohamed Abdelaziz era convinto che la vittoria richiedesse preparazione, coerenza e capacità di attendere il momento giusto. “Tutto deve essere cotto a fuoco lento”, amava ripetere, convinto che solo un percorso ben maturato avrebbe condotto alla piena sovranità.
Nel conflitto con il Marocco, adottò una strategia di isolamento diplomatico del regime marocchino, accompagnata da azioni legali a livello europeo contro lo sfruttamento illegale delle risorse naturali saharawi. Fu grazie a questa determinazione che la Corte di giustizia dell’Unione europea riconobbe l’illegalità dello sfruttamento delle ricchezze del Sahara Occidentale da parte del Marocco.
Difensore della Comunicazione e dell’Opinione Pubblica:
Comprendendo il potere dell’informazione, Abdelaziz mantenne un dialogo costante con i media saharawi, aggiornandoli regolarmente con dati, direttive e analisi. Riteneva fondamentale che l’opinione pubblica fosse ben informata, non solo per resistere psicologicamente, ma anche per contrastare la propaganda nemica.
Una Vita Dedicata alla Libertà:
Lontano da ogni forma di compromesso, Mohamed Abdelaziz ha sempre rifiutato di svendere la causa saharawi. In un discorso pronunciato per il 40º anniversario della proclamazione della RASD, dichiarò con fermezza: “Lo Stato Saharawi soddisfa oggi tutti i requisiti per l’adesione alle Nazioni Unite. È tempo che il mondo riconosca la nostra sovranità.”
Il suo impegno non fu mai offuscato dalla stanchezza o dalla sfiducia. La sua convinzione nella vittoria era incrollabile, e in numerosi discorsi ricordava: “Le lotte dei popoli, come quelle della Palestina, del Sudafrica e dell’Algeria, sono durate decenni. Anche noi vinceremo.”
Mohamed Abdelaziz non è soltanto una figura del passato: è un simbolo vivo nella memoria del popolo saharawi e un punto di riferimento per tutte le lotte contro l’ingiustizia e il colonialismo. La sua voce, il suo esempio e la sua visione continuano a ispirare la resistenza e la speranza.
