Dresda, Sassonia (Germania), 7 maggio - L'Associazione degli studenti di relazioni internazionali dell'Università di Dresda ha ospitato martedì 6 maggio una significativa serata dedicata alla questione saharawi, in concomitanza con il 51° anniversario della fondazione del Fronte Polisario e dell'inizio della lotta armata per l'autodeterminazione del popolo saharawi.
L'evento, moderato da Mohamed Aba, diplomatico saharawi per la Sassonia e la Baviera, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di studenti universitari desiderosi di approfondire una delle dispute territoriali più longeve del continente africano.
La serata si è aperta con la toccante proiezione del documentario "La guerra dimenticata", diretto dal giornalista tedesco Michael Enger. Il film ha offerto uno sguardo crudo e diretto sulla difficile realtà dei rifugiati saharawi e sulla protratta dimenticanza della loro situazione umanitaria.
Successivamente, l'attore saharawi presente ha offerto una testimonianza appassionata sulla lotta del suo popolo, delineando le precarie condizioni di vita nei campi profughi, le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dallo stato di occupazione marocchino nei territori occupati e la difficile situazione dei prigionieri politici, simboli dell'eroica resistenza di Gdim Izik.
Il diplomatico Mohamed Aba Dakhil ha posto l'accento sulla crescente importanza della campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine. Ha sottolineato l'urgenza che la comunità internazionale assuma un ruolo attivo nel processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, ribadendo come questo sia un imperativo più attuale che mai.
Nel suo intervento, il diplomatico saharawi ha inoltre affrontato la sentenza della Corte di giustizia europea del 4 ottobre relativa agli accordi di pesca tra l'Unione Europea e il Marocco, evidenziando la necessità impellente che tale decisione venga pienamente rispettata.
La prospettiva diretta sulla realtà dei campi profughi è stata offerta dalla studentessa tedesca Anika Purni, che ha condiviso le sue esperienze personali durante una visita ai campi, descrivendo le ardue condizioni umanitarie in cui il popolo saharawi vive da oltre mezzo secolo.
A seguire, la studentessa saharawi Abidida Badati ha focalizzato il suo intervento sul ruolo cruciale dei giovani e delle donne saharawi nella lotta di liberazione e nel processo di costruzione di una società resiliente nei settori vitali della sanità, dell'istruzione e del welfare sociale.
La serata si è conclusa con un vivace e costruttivo dibattito tra i partecipanti, incentrato sulle diverse sfaccettature della lotta del popolo saharawi e sulla necessità di un impegno concreto per garantire loro il pieno esercizio dei propri diritti inalienabili alla libertà e all'indipendenza. L'evento ha rappresentato un'importante occasione per sensibilizzare la comunità studentesca di Dresda su una questione di giustizia e autodeterminazione di rilevanza globale.
