Buenos Aires, 31 maggio 2025 – A margine della Seconda Conferenza dei Comunicatori per la Decolonizzazione del Sahara Occidentale, tenutasi a Buenos Aires, la giornalista e scrittrice Fatima El Galia, presidente della Lega dei Giornalisti Saharawi in Europa, ha dedicato un sentito omaggio ai media nazionali saharawi, riconoscendone il ruolo indispensabile nella lotta per l'autodeterminazione del popolo saharawi. Durante il suo intervento, ha inoltre posto un'enfasi particolare sul contributo fondamentale delle donne saharawi in questa decennale resistenza contro l'occupazione marocchina.
Il Giornalismo Saharawi: Una Voce Nata dalla Resistenza
Intervenendo all'evento che ha segnato la creazione della Rete Latinoamericana di Giornalisti e Media Solidali con la Causa Saharawi, Fatma El Galia, figura di spicco della "Generazione dell'Amicizia" saharawi, ha dichiarato a un organo di stampa argentino: "Da oltre 50 anni il popolo saharawi lotta per l'autodeterminazione contro l'occupazione marocchina, per questo il giornalismo è fondamentale."
L'incontro di Buenos Aires si pone in continuità con il convegno storico tenutosi nei campi profughi saharawi, dal quale è nata la Federazione Internazionale dei Giornalisti in Solidarietà con il Popolo Saharawi. "Prima di proseguire," ha affermato El Galia, "è essenziale rendere omaggio e riconoscere i media nazionali saharawi, nati dalla resistenza e dalla necessità di essere la voce di un popolo ridotto al silenzio."
Tra questi pilastri della comunicazione saharawi, spiccano:
- La Radio Nazionale Saharawi, che da oltre cinquant'anni trasmette ininterrottamente, spesso in condizioni precarie.
- La Televisione Saharawi, che ha documentato la storia recente attraverso studi improvvisati, ma efficaci.
- L'Agenzia di Stampa Saharawi (SPS), che per decenni ha informato il mondo, fungendo da portavoce legittima del Fronte Polisario e del popolo Saharawi.
"Questi media sono un pilastro fondamentale della nostra lotta comunicativa: hanno resistito alla censura, alla mancanza di risorse e alla persecuzione, sostenendo con dignità la voce collettiva del nostro popolo di fronte all'indifferenza internazionale," ha osservato la giornalista. Ha poi lanciato un appello alla stampa latinoamericana: "Oggi, la stampa saharawi ha più sostegno per continuare a portare avanti la sua battaglia informativa, per continuare a rompere questo blocco mediatico che cerca di soffocarci nel silenzio. La stampa latinoamericana deve impegnarsi ancora di più nel pubblicizzare la lotta del nostro popolo, nel diffondere le nostre voci, le nostre storie, le nostre denunce."
La Lotta contro la Disinformazione e le Violazioni dei Diritti Umani:
Fatma El Galia ha sottolineato la dura realtà della lotta contro una "macchina propagandistica" che "nasconde la verità, diffama la nostra lotta e manipola la realtà." Ha citato lo scandalo noto come "Catargate" o "Marocgate" come esempio lampante di come il Marocco avrebbe corrotto parlamentari europei per influenzare decisioni e neutralizzare qualsiasi progresso a favore del popolo saharawi, un caso ancora sotto indagine dalle corti europee.
Nonostante le difficoltà, dagli aridi territori saharawi, spesso circondati da mine, i loro abitanti continuano a lottare su tutti i fronti: mediatico, diplomatico, militare e giudiziario, denunciando costantemente le violazioni dei diritti umani nei territori saharawi occupati dal Marocco.
Il Ruolo Indispensabile delle Donne Saharawi:
Un punto saliente dell'intervento di Fatma El Galia è stato il riconoscimento del ruolo essenziale delle donne saharawi nella battaglia dell'informazione e nella resistenza complessiva. "Fin dall'inizio della nostra resistenza," ha spiegato, "sono state emittenti, redattrici, presentatrici televisive, portatrici della voce saharawi in tutti i formati e su tutti gli scenari." Il loro contributo è stato decisivo nella diffusione e nella creazione di contenuti, oltre che nel sostenere la trasmissione della cultura orale saharawi di generazione in generazione.
"Donne che hanno dato tutto, che oggi lavorano nei campi profughi, nei territori occupati e nella diaspora, mantenendo viva la fiamma della resistenza attraverso le loro matite, le loro penne, le loro voci e le loro immagini," ha aggiunto El Galia. "Grazie a loro, il giornalismo saharawi non è solo uno strumento di denuncia, ma anche di memoria, cultura e dignità."
La partecipazione femminile alla lotta per la liberazione nazionale è stata, fin dagli albori, un pilastro essenziale della resistenza contro il colonialismo spagnolo e, successivamente, contro l'occupazione marocchina. Nella società saharawi, tradizionalmente nomade, le donne hanno esercitato una grande autorità nell'organizzazione familiare, sociale e politica, in un contesto caratterizzato da un forte matriarcato. Questo ha portato alla fondazione dell'Unione Nazionale delle Donne Saharawi (UNMS) nel 1974, come espressione organizzata di questa storica leadership.
L'UNMS vanta numerosi successi, tra cui il contributo alla costruzione dei campi profughi, la formazione di generazioni di donne leader, la denuncia costante delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati e il rafforzamento della presenza saharawi a livello internazionale. L'organizzazione ha stretto alleanze con movimenti femministi e sociali a livello globale, partecipando attivamente a forum e conferenze per promuovere la pace, i diritti delle donne e l'autodeterminazione dei popoli, internazionalizzando efficacemente la causa saharawi.
L'Appello alla Solidarietà Internazionale:
L'incontro è stato coordinato da Mariano Vázquez, coordinatore della Rete dei Giornalisti per un Sahara Libero, e da Dayana López Villalobos. La giornalista di affari internazionali Telma Luzzani ha espresso il suo orgoglio per l'Argentina che ospita questa seconda conferenza: "Credo che questi incontri internazionali contribuiscano a sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema ampiamente taciuto: la lotta della Repubblica Democratica Saharawi per cessare di essere una colonia, per cessare di essere un territorio africano occupato e per essere finalmente riconosciuta come nazione indipendente." Ha concluso con un auspicio: "Spero che l'Argentina riconosca finalmente la Repubblica Saharawi, come fanno quasi tutti gli altri paesi americani."
Come affermato da Mohamed Alí Alí Salem, rappresentante del Fronte Polisario in Argentina, "L'obiettivo principale è garantire che la causa saharawi venga raccontata in modo veritiero."
Questo evento a Buenos Aires sottolinea l'importanza di una rete globale di supporto per il popolo saharawi, unendo voci e sforzi per rompere il muro di silenzio che circonda la loro battaglia per la libertà e l'autodeterminazione.
