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La Repubblica Saharawi presenta alla ACHPR la grave situazione in cui versano i difensori dei diritti umani saharawi


Banjul (Gambia), 9 maggio 2025L'ambasciatore saharawi Malainin Lakhal, rappresentante della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) all'83ª sessione della Commissione Africana sui Diritti Umani e dei Popoli (ACHPR), ha rilasciato giovedì 8 maggio una ferma dichiarazione denunciando le persistenti e gravi violazioni perpetrate dall'occupazione marocchina nei confronti dei difensori dei diritti umani saharawi. L'intervento è avvenuto durante la risposta della RASD al rapporto del Relatore Speciale africano sulla situazione dei difensori dei diritti umani nel continente.

Nel suo intervento, l'ambasciatore Lakhal ha esortato la Commissione ad intraprendere azioni concrete per ottenere l'immediato rilascio dei prigionieri politici saharawi e a condannare con la massima fermezza le ritorsioni e le intimidazioni sistematicamente inflitte ai difensori dei diritti umani. Ha inoltre sottolineato l'urgente necessità di istituire un meccanismo indipendente di monitoraggio dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, strumento indispensabile per conferire reale credibilità agli sforzi congiunti delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana nella regione.

Di seguito si riporta il testo integrale della dichiarazione rilasciata dall'ambasciatore Malainin Lakhal:

"Onorevole Presidente della Commissione, Onorevoli Commissari, Eccellenze, Illustri Delegati,

Desidero innanzitutto ringraziare, Onorevole Presidente, per aver concesso la parola alla delegazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica. La RASD prende atto con attenzione del rapporto del Presidente della CADHP e Relatore Speciale sui difensori dei diritti umani e le rappresaglie in Africa e desidera esprimere il proprio apprezzamento per l'esaustiva relazione presentata.

Riconosciamo con favore il costante impegno della Commissione nella protezione dei difensori dei diritti umani in tutto il nostro continente. Si tratta di un compito arduo e in continua evoluzione, data l'elevata posta in gioco e i pericoli concreti che questi coraggiosi individui affrontano quotidianamente. Il ruolo cruciale dei difensori dei diritti umani, uomini e donne, rende ogni sforzo volto a sostenerli e proteggerli non solo necessario, ma vitale.

Oggi, la Repubblica Saharawi si trova costretta a portare nuovamente all'attenzione di questa illustre Commissione la persistente e allarmante escalation della repressione che i difensori dei diritti umani saharawi e gli attivisti della società civile in generale subiscono nei territori occupati del Sahara Occidentale. Operano in condizioni estremamente difficili, costantemente presi di mira dalla sistematica repressione orchestrata dalle forze di occupazione marocchine e, purtroppo, non godono di una protezione adeguata da parte dei meccanismi internazionali e africani preposti alla tutela dei diritti umani.

Solo nel mese di aprile, in concomitanza con il lancio di una campagna internazionale di solidarietà con i prigionieri politici saharawi – la maggior parte dei quali sono essi stessi stimati difensori dei diritti umani – le forze di occupazione marocchine hanno condotto violenti raid contro le abitazioni di diverse famiglie di questi prigionieri. Queste azioni brutali si inseriscono in un più ampio disegno di intimidazione e repressione, volto a silenziare non solo le famiglie dei detenuti, ma ogni voce che si levi a difesa dei diritti inalienabili del popolo saharawi.

Un emblematico caso di violazione è quello della signora Sultana Khaya, una coraggiosa difensore dei diritti umani saharawi, che è stata arbitrariamente posta agli arresti domiciliari de facto dal novembre 2020 al maggio 2022. Durante questo lungo e ingiusto periodo, a lei e alla sua anziana madre ottantenne è stato ripetutamente negato il diritto di ricevere visite familiari, sono state private in diverse occasioni dell'accesso all'acqua e all'elettricità e sono state sottoposte a molteplici incursioni e aggressioni da parte della polizia marocchina, culminate persino in atti di violenza sessuale perpetrati da agenti statali. Tutti questi crimini sono stati meticolosamente documentati e filmati.

È fondamentale ricordare che il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha già richiesto l'immediato rilascio degli attivisti saharawi detenuti senza un giusto processo. Analogamente, esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno condannato con forza gli attacchi contro i difensori dei diritti umani nel Sahara Occidentale, evidenziando una preoccupante serie di intimidazioni, molestie, minacce di morte, aggressioni fisiche e persino violenze sessuali. Ciononostante, il Regno del Marocco continua a rifiutarsi di rispondere positivamente a questi pressanti appelli e raccomandazioni, godendo di una sconcertante e persistente impunità.

Alla luce di queste continue e gravi violazioni, Signor Presidente, la Repubblica Araba Saharawi Democratica si appella con urgenza alla Commissione Africana affinché adotti le seguenti misure concrete:

Intraprendere una missione conoscitiva immediata nei territori occupati del Sahara Occidentale al fine di valutare direttamente sul campo la drammatica situazione dei diritti umani, in piena conformità con la decisione adottata dalla stessa ACHPR nel lontano 2016.

Condannare con la massima fermezza le ritorsioni e le rappresaglie perpetrate contro i difensori dei diritti umani saharawi e lanciare appelli urgenti nei casi di violazione più gravi e documentati.

Richiedere con forza l'immediato e incondizionato rilascio di tutti i prigionieri politici saharawi, la cui unica "colpa" è quella di aver esercitato pacificamente il loro diritto alla difesa dei diritti umani.

Esortare il Regno del Marocco a rispettare pienamente i propri obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani, ponendo fine alla criminalizzazione degli attori della società civile nel Sahara Occidentale.

Sostenere attivamente l'istituzione di un meccanismo indipendente di monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale, una richiesta di lunga data delle principali organizzazioni internazionali per i diritti umani e un elemento imprescindibile per garantire la credibilità di qualsiasi processo politico guidato dalle Nazioni Unite e dall'Unione Africana."

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