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John Bolton contro la propaganda marocchina: Serve un referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi


Washington, 30 maggio 2025 – Il Washington Times ha pubblicato un articolo a firma di John Bolton, già consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump ed ex ambasciatore degli Stati Uniti all'ONU, in cui l’autore prende una netta posizione contro la narrativa del regime marocchino sulla questione del Sahara Occidentale. Bolton, una delle voci più influenti della diplomazia statunitense, ha smontato punto per punto le falsità diffuse dai lobbisti pro-Rabat a Washington, riaffermando la legittimità del Fronte Polisario e del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.

Bolton: “Il Polisario non ha mai ceduto all’estremismo”

Considerato uno dei massimi esperti americani sul dossier del Sahara Occidentale, al pari dell’ex Segretario di Stato James Baker, Bolton ha ricordato che il Fronte Polisario, riconosciuto a livello internazionale, non ha mai abbracciato ideologie estremiste, nemmeno nei momenti più difficili della sua storia. Al contrario – sottolinea – diversi senatori, funzionari e diplomatici statunitensi hanno visitato i campi profughi saharawi e incontrato i leader del Polisario, confermando la loro moderazione e il carattere laico del movimento. Anche i rapporti ufficiali del Dipartimento di Stato americano hanno costantemente smentito le accuse infondate mosse dal Marocco.

L’ostruzionismo marocchino come principale ostacolo alla pace:

Nel suo intervento, Bolton ripercorre le principali tappe della controversia: dalla fine del colonialismo spagnolo nel 1975 all’invasione del Sahara Occidentale da parte di Marocco e Mauritania, fino al Piano di pace ONU-OUA del 1991, che prevedeva l’organizzazione di un referendum sotto l’egida delle Nazioni Unite. Un piano che – ricorda – fu inizialmente accettato sia da Rabat che dal Polisario, ma che il Marocco ha sistematicamente boicottato nel timore che il voto potesse sancire l’indipendenza del Sahara Occidentale.

Bolton accusa esplicitamente Rabat di aver impedito l’attuazione della Risoluzione 690 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, evidenziando come l’ostruzionismo marocchino abbia causato il prolungarsi della crisi e il mantenimento di oltre 100.000 rifugiati saharawi nei campi di Tindouf, in Algeria.

Allarme per la propaganda anti-Polisario: “Accuse infondate di legami con l’Iran”

L’ex ambasciatore statunitense ha duramente criticato la recente strategia propagandistica adottata da Rabat e dai suoi alleati, che tenta di dipingere il Polisario come un movimento legato all’Iran e al terrorismo. Bolton denuncia l’assoluta infondatezza di queste accuse, riportando come anche il Washington Post e altri media internazionali abbiano smontato queste teorie, smentite sia dal Polisario sia dalle autorità siriane.

Inoltre, l’eventuale designazione del Polisario come “organizzazione terroristica” – proposta recentemente alla Camera dei Rappresentanti – è vista da Bolton come un grave errore strategico, basato su disinformazione e pressioni di lobbying, e non su fatti documentati.

L’appello agli Stati Uniti: tornare al sostegno del referendum

Nell’articolo, Bolton invita l’amministrazione americana a riprendere la rotta originaria del 1991, sostenendo il diritto del popolo saharawi ad esprimersi liberamente sul proprio futuro attraverso un referendum. Ricorda che questa posizione fu storicamente condivisa da Washington e rappresenta tuttora l’unica via legittima e duratura per una soluzione pacifica del conflitto.

Evidenzia inoltre il crescente interesse dell’Algeria per una cooperazione strategica con gli Stati Uniti, come dimostrato dal primo accordo militare bilaterale firmato durante il secondo mandato di Trump, segno – secondo Bolton – di un potenziale nuovo equilibrio nella regione.

Un colpo alla retorica marocchina:

Con questo intervento, John Bolton – figura chiave del Partito Repubblicano e protagonista della politica estera americana per decenni – infligge un colpo diretto alla narrativa sostenuta da Rabat e dai suoi lobbisti nella capitale statunitense. Non solo respinge l’etichettatura terroristica del Polisario, ma ne legittima il ruolo come interlocutore moderato, credibile e storicamente impegnato in una lotta di liberazione nazionale nel rispetto del diritto internazionale.

L’intervento di Bolton riporta dunque al centro del dibattito la necessità di una soluzione equa e fondata sulla legalità internazionale per il Sahara Occidentale, una questione rimasta troppo a lungo irrisolta, mentre altri attori – come Cina e Russia – estendono la loro influenza nel continente africano approfittando del vuoto lasciato dall’Occidente.

https://www.washingtontimes.com/news/2025/may/28/china-russia-gain-african-influence-america-ignores-western-sahara/

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