Campi profughi saharawi, 27 maggio 2025 – Una delegazione di alto livello della Defense Forum Foundation (DFF), con sede negli Stati Uniti, ha recentemente concluso una visita ai campi profughi Saharawi, lanciando un rinnovato e accorato appello al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affinché intervenga per risolvere il longevo conflitto nel Sahara Occidentale. La missione ha messo in luce la crescente frustrazione e la disperazione tra il popolo Saharawi, che continua a vivere in esilio forzato da quasi cinquant'anni.
La delegazione della DFF, composta da attivisti per i diritti umani ed esperti di politica internazionale, ha incontrato il Presidente saharawi Brahim Ghali e altri alti funzionari della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD). Durante gli incontri, è stata espressa piena solidarietà all'ultimo popolo colonizzato dell'Africa, riaffermando l'importanza di trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto.
L'Appello di Suzanne Scholte: Un'Opportunità Storica per la Pace
In un articolo significativo pubblicato su AllAfrica.com, Suzanne Scholte, Presidente della DFF e insignita del prestigioso Premio per la Pace di Seul, ha rivolto un diretto invito al Presidente Trump. Scholte ha sottolineato che Trump ha un'opportunità storica per correggere la politica estera degli Stati Uniti e porre fine all'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco.
Scholte ha evidenziato la profonda affinità tra i valori su cui si fonda la RASD – tra cui la democrazia, l'uguaglianza di genere e la tolleranza religiosa – e gli ideali americani. Nonostante il riconoscimento delle rivendicazioni marocchine da parte di Trump nel 2020, Scholte nutre ancora la speranza che il Presidente possa agire come pacificatore e riportare la speranza al popolo Saharawi.
Il Contesto del Conflitto e le Ragioni dell'Intervento Statunitense:
Il conflitto nel Sahara Occidentale è iniziato nel 1975, quando la Spagna si ritirò dall'ex colonia, lasciando un vuoto che fu rapidamente colmato dall'occupazione marocchina. L'anno successivo, il popolo Saharawi proclamò la RASD, dotandola di una costituzione modellata su quella degli Stati Uniti e ottenendo l'adesione all'Organizzazione per l'Unità Africana (ora Unione Africana) nel 1984.
Secondo Suzanne Scholte, la risoluzione di questo conflitto non solo permetterebbe ai Saharawi di tornare alle proprie case, ma rafforzerebbe anche il ruolo di Trump come mediatore globale. Il coinvolgimento degli Stati Uniti in questa regione strategica, situata nelle immediate vicinanze dell'America, porterebbe stabilità e prosperità.
Scholte ha ricordato come, durante la sua prima campagna presidenziale nel 2016, Trump avesse criticato quella che definiva la corruzione legata alla Fondazione Clinton, in un contesto in cui il Re del Marocco era accusato di aver "comprato" il sostegno di Hillary Clinton all'occupazione marocchina. Questo precedente, suggerisce Scholte, dovrebbe spingere Trump a riconsiderare la sua posizione attuale.
Le Sofferenze del Popolo Saharawi e la Richiesta di Giustizia:
Durante la sua ultima visita ai campi profughi, Scholte ha raccolto testimonianze di speranza e disillusione. Molti Saharawi credono ancora che Trump, in quanto "uomo di pace che vuole porre fine alle guerre", li aiuterà. Questa speranza persiste nonostante il riconoscimento, da parte di Trump nel 2020, dell'occupazione marocchina, e la recente affermazione del Segretario di Stato Marco Rubio che il piano marocchino sia l'unica base per i negoziati.
I Saharawi, tuttavia, rifiutano categoricamente qualsiasi forma di autonomia o occupazione sotto il Marocco, citando la continua brutalità e le violazioni dei diritti umani nelle aree occupate. Organizzazioni come Amnesty International, Human Rights Watch, l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura e Reporter Senza Frontiere hanno documentato queste violenze, e Freedom House ha ripetutamente classificato il Sahara Occidentale occupato come uno dei peggiori luoghi in cui vivere. Un referendum sull'autodeterminazione, previsto dalle Nazioni Unite dal 1991, non è mai stato attuato.
I Vantaggi per l'America e l'Urgenza di Agire:
Porre fine a questo conflitto latente è chiaramente nell'interesse degli Stati Uniti. La risoluzione del conflitto sbloccherebbe la prosperità e promuoverebbe la stabilità in una regione ricca di risorse naturali. Il governo della RASD si distingue per la sua promozione della tolleranza religiosa e il rispetto per la dignità delle donne, allineandosi con i principi fondanti dell'America.
La frustrazione tra i giovani Saharawi è palpabile. Limam Bundar, un interprete di 27 anni che ha accompagnato la delegazione della DFF, ha chiesto a Scholte: "C'è qualche speranza?". Questa domanda, posta per la prima volta in tutte le sue visite dal 1994, riflette la crescente disperazione di una generazione che ha conosciuto solo la vita nei campi profughi e la promessa infranta dell'autodeterminazione.
