Sahara Occidentale, 29 maggio 2025 – Mentre i riflettori internazionali si accendono di tanto in tanto sulle violazioni dei diritti umani nei confronti del popolo saharawi, rimane largamente ignorato uno degli strumenti più potenti e insidiosi dell’occupazione marocchina: la colonizzazione demografica pianificata. Iniziata con l’invasione del 1975, questa strategia è diventata una componente centrale della presenza marocchina nel territorio conteso, trasformandone la struttura sociale, economica e identitaria in modo sistematico e apparentemente irreversibile.
Dall’occupazione militare alla colonizzazione civile:
Incentivi e privilegi: l’apparato statale al servizio della colonizzazione
Coloni e identità: la costruzione di una convivenza squilibrata
Marocchinizzazione culturale: la cancellazione dell’identità saharawi
Oltre alla manipolazione demografica, il Marocco ha messo in atto un processo sistematico di assimilazione culturale. Questa “marocchinizzazione” mira a disintegrare l’identità saharawi attraverso:
- La modifica dei toponimi tradizionali, sostituiti da versioni marocchine;
- L’appropriazione di tradizioni saharawi, usate come strumenti di marketing turistico;
- L’integrazione forzata della cultura saharawi in un contesto statale che ne nega la valenza politica.
Come in altri contesti coloniali, questa forma di violenza simbolica trasforma l’identità del popolo colonizzato in un’esibizione folkloristica, svuotata della sua storia e del suo significato.
Violazioni del diritto internazionale: una realtà ignorata
L'articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra è chiaro: il trasferimento della popolazione civile nei territori occupati è vietato. Eppure, la comunità internazionale resta in gran parte inerte. L’Unione Europea continua a includere il Sahara Occidentale negli accordi economici con il Marocco, malgrado le sentenze della Corte di giustizia dell’UE del 2016 e 2018 che dichiarano tali pratiche illegali in assenza del consenso del popolo saharawi.
Il progetto coloniale marocchino non è solo una questione di diritti umani, ma una sfida al diritto internazionale stesso, che rischia di perdere credibilità se non viene applicato con coerenza.
Oltre l’occupazione: ripensare la giustizia nel Sahara Occidentale
Il Sahara Occidentale non è semplicemente occupato: è oggetto di una riprogettazione sistematica e pianificata. Se la comunità internazionale continuerà a voltarsi dall’altra parte, sarà complice della cancellazione di un popolo dalla propria terra e dalla propria storia.
