Sahara occidentale, 23 aprile 2025 - Hassan Mohammed Radi Dah, membro del gruppo mediatico Gdeim Izik e prigioniero civile saharawi, ha intrapreso uno sciopero della fame di 48 ore in segno di protesta contro il trattamento iniquo subito nelle carceri marocchine. La notizia è stata resa nota da una fonte per i diritti umani saharawi.
Secondo la stessa fonte, la drastica azione di Radi è una risposta diretta alle vessazioni e alle discriminazioni costanti a cui è sottoposto durante la sua detenzione. La situazione è culminata recentemente con insulti verbali da parte del personale penitenziario e delle guardie carcerarie.
Le fonti riportano inoltre ulteriori restrizioni imposte dall'amministrazione carceraria, tra cui il divieto di acquistare cibo dalla mensa e la negazione del suo diritto fondamentale all'istruzione. A Radi sarebbero stati negati i materiali accademici e le referenze essenziali per proseguire i suoi studi universitari.
In questo contesto di crescente preoccupazione per le condizioni dei prigionieri civili saharawi nelle carceri di occupazione marocchine, la Lega per la protezione dei prigionieri saharawi ha ribadito l'urgenza di tutelare i loro diritti legittimi. L'organizzazione ha sottolineato in particolare la necessità impellente del loro rilascio immediato e incondizionato, in piena conformità con le decisioni emesse dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria. La protesta di Hassan Mohammed Radi evidenzia ancora una volta la difficile situazione dei prigionieri saharawi e la continua richiesta di giustizia e rispetto dei diritti umani.
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