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Sahara Occidentale: CGT denuncia l'espulsione del suo segretario e chiede l'intervento del governo spagnolo


Madrid, 7 marzo 2025 - La Confederazione Generale del Lavoro (CGT) ha denunciato con forza l'espulsione dal Sahara Occidentale di David Blanco, segretario per le relazioni internazionali del sindacato, avvenuta il 4 marzo. In una conferenza stampa tenutasi presso la sede confederale, l'organizzazione anarco-sindacalista ha chiesto al governo spagnolo di prendere posizione contro il Regno del Marocco per questo atto, ribadendo il proprio sostegno al diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e alla difesa dei diritti umani.

Un'espulsione ingiustificata:

Miguel Fadrique, segretario generale della CGT, ha spiegato che la missione di David Blanco era quella di "conoscere in prima persona la situazione sul campo e incontrare i compagni". Tuttavia, la sua permanenza a Dakhla, città del Sahara Occidentale occupata dal Marocco, è durata meno di 24 ore, trasformandosi in una vera e propria "odissea", come descritta dallo stesso Blanco.

La testimonianza di David Blanco:

Il segretario delle relazioni internazionali ha espresso la sua gratitudine per l'attenzione mediatica ricevuta, sottolineando l'importanza di denunciare le violazioni dei diritti umani nei territori occupati e "l'impunità con cui vengono trattate le persone che si recano lì". Blanco ha raccontato di aver incontrato l'attivista Ahmed Ettanji di Equipe Media e di aver pianificato visite a persone vittime della repressione marocchina, tra cui Mohamed Anguiguiz, recentemente arrestato per la sua attività sui social media, e la famiglia di Aghrichi, attivista scomparso da tre anni. Ha inoltre incontrato membri dell'organizzazione saharawi CODESA, impegnata nella difesa del diritto all'autodeterminazione e alla sovranità sulle risorse naturali del popolo saharawi.

Sorveglianza e intimidazione:

Durante la sua permanenza, Blanco ha notato una crescente sorveglianza da parte della polizia marocchina, culminata con l'ordine di lasciare l'hotel e l'espulsione verso Agadir. Un viaggio di 1.147 chilometri, durato 14 ore, con numerosi posti di blocco e la presenza di un agente di polizia a bordo del taxi.

La reazione della CGT e le richieste al governo spagnolo:

Miguel Fadrique ha denunciato l'accaduto, chiedendo al governo spagnolo di presentare una denuncia formale al Marocco e di interrompere la complicità con la "dittatura alawita". La CGT ha ribadito il suo impegno a sostenere il popolo saharawi nella lotta per l'autodeterminazione, annunciando la continuazione delle manifestazioni settimanali davanti al Ministero degli Affari Esteri a Madrid per chiedere la liberazione dei prigionieri politici saharawi e il rispetto dei diritti umani.

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