Kenitra (Marocco), 4 giugno 2026 – Il detenuto politico saharawi Abdullah Luali Lejfauni, membro del gruppo di Gdeim Izik, ha annunciato l'intenzione di intraprendere uno sciopero della fame di 48 ore a partire da giovedì 4 giugno, in segno di protesta contro quelle che definisce violazioni del proprio diritto a mantenere regolari contatti con la famiglia.
La decisione è stata resa nota attraverso informazioni trasmesse dai familiari del detenuto all'Associazione per la Protezione dei Prigionieri Saharawi nelle Carceri Marocchine, organizzazione che monitora la situazione dei detenuti saharawi nei territori occupati e nelle carceri del Marocco.
Secondo quanto riferito dall'associazione, Lejfauni ha deciso di avviare questa forma di protesta dal carcere centrale di Kenitra per denunciare il mancato seguito alle richieste di indagine riguardanti presunte violazioni subite dai prigionieri politici saharawi. Tra le questioni sollevate figurano episodi di incitamento all'odio, campagne diffamatorie e accuse rivolte ai detenuti saharawi di agire per conto di interessi esterni.
L'associazione sostiene inoltre che le autorità competenti non avrebbero dato seguito agli impegni precedentemente assunti in merito all'apertura di indagini sulle denunce presentate dai detenuti. In particolare, secondo la stessa fonte, il Procuratore competente si sarebbe impegnato a esaminare le segnalazioni avanzate da Lejfauni riguardanti presunti episodi di diffamazione e discriminazione verificatisi all'interno dell'istituto penitenziario.
Attraverso questa iniziativa di protesta, il detenuto saharawi chiede alle organizzazioni internazionali per i diritti umani di intervenire affinché venga garantita la tutela dei suoi diritti fondamentali e venga fatta luce sulle denunce relative alle presunte pressioni psicologiche e morali subite durante la detenzione.
Lejfauni ha inoltre ribadito la richiesta di un trattamento conforme agli standard internazionali in materia di diritti umani e di tutela delle persone detenute, sollecitando un monitoraggio indipendente delle condizioni dei prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine.
Il caso si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla situazione dei detenuti saharawi e sulle condizioni dei membri del gruppo di Gdeim Izik, la cui vicenda continua a essere oggetto di attenzione da parte di organizzazioni per i diritti umani e organismi internazionali.
