Johannesburg (Sudafrica), 4 giugno 2026 – La Conferenza della Sinistra, svoltasi a Johannesburg dal 29 al 31 maggio, ha riaffermato il proprio sostegno al diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza, inserendo la questione del Sahara Occidentale tra le principali cause di liberazione nazionale sostenute dal movimento progressista internazionale.
La posizione è stata formalizzata nella dichiarazione finale adottata al termine dei lavori, che hanno riunito partiti politici, organizzazioni sindacali, movimenti sociali, associazioni di solidarietà e rappresentanti delle forze progressiste provenienti dall'Africa e da altre regioni del mondo.
Svoltasi sotto il tema “Costruire un movimento di sinistra per il potere popolare e della classe operaia”, la conferenza ha espresso solidarietà ai popoli che lottano contro l'occupazione, la dominazione straniera e le diverse forme di oppressione politica ed economica. Tra questi, il popolo saharawi è stato indicato come uno dei simboli contemporanei della lotta per la libertà, la sovranità e la dignità nazionale.
Nel documento conclusivo, i partecipanti hanno ribadito il loro sostegno alla “liberazione e all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale”, estendendo al contempo la propria solidarietà ai popoli della regione del Sahel impegnati contro il dominio neocoloniale, lo sfruttamento delle risorse naturali e le forme di dipendenza economica e politica.
La conferenza ha collocato queste rivendicazioni nel più ampio quadro dell'internazionalismo progressista, dell'unità africana e dell'opposizione all'imperialismo e al neocolonialismo. Secondo la dichiarazione, le lotte dei popoli per la sovranità e l'autodeterminazione fanno parte di una più ampia mobilitazione globale contro l'occupazione, le guerre, le sanzioni economiche e le strutture di dominio che continuano a influenzare il sistema internazionale.
I partecipanti hanno inoltre sottolineato che una pace duratura non può prescindere dalla fine dell'occupazione dei territori, dalla tutela delle risorse naturali dei popoli interessati e dal rispetto del diritto all'autodeterminazione. In questo contesto, è stato lanciato un appello per il rafforzamento della solidarietà internazionale nei confronti dei movimenti di liberazione nazionale e delle cause considerate giuste in Africa e nel resto del mondo.
La dichiarazione finale ha anche denunciato le persistenti forme di sfruttamento economico e politico che, secondo i partecipanti, continuano a limitare lo sviluppo del continente africano. La conferenza ha evidenziato come il neocolonialismo si manifesti ancora oggi attraverso meccanismi di dipendenza economica, rapporti commerciali ineguali e controllo delle risorse strategiche, chiedendo una maggiore sovranità dei popoli africani sulle proprie ricchezze naturali e sui propri modelli di sviluppo.
Ribadendo che il diritto all'autodeterminazione rappresenta uno dei principi fondamentali del diritto internazionale, i partecipanti hanno rinnovato il loro impegno a sostenere i popoli che vivono sotto occupazione o soggetti a forme di dominazione coloniale e neocoloniale.
La Conferenza della Sinistra ha infine concluso i suoi lavori sottolineando l'importanza di rafforzare il coordinamento tra forze progressiste, organizzazioni sindacali e movimenti di solidarietà internazionale per sostenere le cause di liberazione nazionale, promuovere la giustizia sociale e difendere il diritto dei popoli alla libertà, alla sovranità e all'indipendenza.
