Barcellona (Spagna), 20 luglio 2026 – La comunità saharawi residente in Catalogna, insieme alle associazioni di solidarietà e a numerosi cittadini, è scesa in piazza a Barcellona per chiedere il rispetto del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e per sollecitare un intervento urgente della comunità internazionale a favore dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine.
Alla manifestazione di sabato 18 luglio hanno partecipato anche i "Piccoli Ambasciatori di Pace" del programma "Vacanze in Pace", i bambini saharawi accolti durante il periodo estivo da famiglie catalane, che hanno sfilato accanto agli attivisti del movimento di solidarietà e ai rappresentanti della diaspora saharawi.
Nel corso della mobilitazione, i partecipanti hanno esposto bandiere della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e striscioni con cui hanno chiesto la liberazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici saharawi. Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione di Naâma Asfari, detenuto e in sciopero della fame da oltre un mese, le cui condizioni di salute sono considerate estremamente preoccupanti dalle organizzazioni che seguono il suo caso.
Nel suo intervento, Mohamed Salem Laabeid, delegato del Fronte Polisario in Catalogna, ha richiamato la responsabilità storica e giuridica della Spagna nei confronti del Sahara Occidentale. Secondo Laabeid, il diritto internazionale continua a riconoscere la Spagna quale potenza amministratrice del territorio fino al completamento del processo di decolonizzazione e alla piena attuazione del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
La manifestazione si è conclusa con la lettura di un manifesto di solidarietà rivolto a Naâma Asfari e agli altri prigionieri politici saharawi, nel quale si chiede alle Nazioni Unite, alle organizzazioni internazionali per i diritti umani e agli organismi competenti di intensificare la pressione diplomatica sulle autorità marocchine affinché vengano rispettati i diritti fondamentali dei detenuti e sia garantita la loro immediata e incondizionata liberazione.
L'iniziativa di Barcellona si inserisce nel crescente movimento internazionale di solidarietà con il popolo saharawi, che continua a chiedere il rispetto del diritto internazionale, la tutela dei diritti umani nei territori occupati e una soluzione del conflitto fondata sull'esercizio del diritto all'autodeterminazione del Sahara Occidentale.
