القائمة الرئيسية

الصفحات

Avvocati europei denunciano la repressione marocchina nel Sahara Occidentale: Assedio e rappresaglie contro i difensori dei diritti umani saharawi

 


Bruxelles, 3 giugno 2026 – L’Associazione Europea degli Avvocati per la Democrazia e i Diritti Umani (ELDH) ha espresso forte preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, denunciando un’intensificazione delle misure repressive adottate dalle autorità marocchine nei confronti degli attivisti saharawi e delle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti fondamentali.

In una dichiarazione ufficiale, l’organizzazione ha condannato quelle che definisce gravi violazioni dei diritti umani e ha manifestato la propria solidarietà ad Ali Salem Tamek, presidente del Collettivo dei Difensori Saharawi dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale (CODESA), nonché a tutti gli attivisti che continuano a essere sottoposti a sorveglianza, intimidazioni e restrizioni per il loro impegno a favore del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

Crescente preoccupazione per le misure di isolamento:

L’ELDH ha denunciato il ricorso sempre più frequente a pratiche di isolamento, limitazioni della libertà di movimento e misure ritorsive contro i difensori dei diritti umani. Secondo l’organizzazione, tali azioni mirano a ostacolare le iniziative di solidarietà internazionale, impedire il monitoraggio indipendente della situazione nei territori occupati e punire coloro che documentano e denunciano le violazioni dei diritti fondamentali.

Denunciato l’assedio alle abitazioni di attivisti saharawi:

Particolare allarme è stato espresso per le informazioni relative all’assedio imposto, a partire dalla notte del 19 maggio, all’abitazione dell’attivista saharawi Hussein Mjahed nella città occupata di El Aaiún, dove si trovava anche Ali Salem Tamek insieme alla sua famiglia.

Secondo le testimonianze riportate dall’associazione, le forze marocchine avrebbero circondato l’edificio impedendo l’accesso a familiari, attivisti e difensori dei diritti umani. Tra le misure denunciate figura anche l’interruzione della fornitura di energia elettrica, indicata come uno strumento di pressione e intimidazione nei confronti degli occupanti dell’abitazione.

Pressioni e sorveglianza contro i membri del CODESA:

L’organizzazione europea ha inoltre segnalato il protrarsi delle restrizioni nei confronti dei membri del CODESA, che continuano a subire limitazioni nell’esercizio delle libertà fondamentali, in particolare del diritto di riunione pacifica.

Tra i casi citati vi è quello di Khadijatou Doueihy, vicepresidente dell’organizzazione, che sarebbe sottoposta a costante sorveglianza e a ripetuti atti di intimidazione nelle vicinanze della propria abitazione.

Secondo l’ELDH, questi episodi rientrano in una strategia più ampia di repressione sistematica contro gli attivisti saharawi nei territori occupati, configurando una forma di “punizione collettiva” diretta contro coloro che difendono i diritti umani e sostengono il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

Appello alla fine delle misure repressive:

L’Associazione Europea degli Avvocati per la Democrazia e i Diritti Umani ha chiesto l’immediata cessazione degli arresti arbitrari, dei trasferimenti forzati, delle restrizioni alla libertà di movimento e delle misure di isolamento imposte agli attivisti saharawi.

L’organizzazione ha inoltre sollecitato garanzie effettive per la sicurezza fisica e psicologica dei difensori dei diritti umani, affinché possano svolgere il loro lavoro in modo pacifico e legittimo, senza subire intimidazioni, persecuzioni o rappresaglie.

Richiesta di un maggiore impegno dell’Unione Europea:

Nella parte conclusiva della dichiarazione, l’ELDH ha ricordato che l’Unione Europea è tenuta, in virtù dei propri principi fondanti e degli obblighi derivanti dal diritto internazionale, a garantire che le sue relazioni esterne rispettino pienamente i diritti umani e il diritto dei popoli all’autodeterminazione.

Per questo motivo, l’associazione ha invitato le istituzioni europee a rafforzare i meccanismi di monitoraggio e controllo nelle relazioni con il Marocco, prevedendo strumenti efficaci per affrontare eventuali violazioni dei diritti fondamentali.

La presa di posizione dell’ELDH si aggiunge alle crescenti denunce provenienti da organizzazioni internazionali e osservatori indipendenti, che continuano a segnalare restrizioni delle libertà civili, sorveglianza permanente degli attivisti e ostacoli all’osservazione indipendente della situazione dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale.

إذا أعجبك محتوى الوكالة نتمنى البقاء على تواصل دائم ، فقط قم بإدخال بريدك الإلكتروني للإشتراك في بريد الاخبار السريع ليصلك الجديد أولاً بأول ...