Praga (Repubblica Ceca), 3 giugno 2026 – Il Consiglio Mondiale per la Pace (WPC) ha rinnovato il proprio sostegno alla causa del popolo saharawi, chiedendo la fine dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e il pieno rispetto del diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, riconosciuto dal diritto internazionale.
La posizione è contenuta in una risoluzione approvata al termine della riunione del Segretariato del WPC, svoltasi il 10 maggio a Praga. Nel documento, l’organizzazione internazionale afferma di unirsi alla voce del popolo saharawi nel richiedere azioni concrete da parte della comunità internazionale per porre fine a quella che definisce una situazione di oppressione e negazione dei diritti fondamentali.
Il Consiglio Mondiale per la Pace ha inoltre ribadito il proprio riconoscimento della legittima lotta del popolo saharawi e del suo rappresentante, il Fronte Polisario, sottolineando come la resistenza del popolo del Sahara Occidentale continui a rappresentare un esempio di perseveranza nella difesa della libertà e della decolonizzazione.
Nel testo della risoluzione, l’organizzazione rende omaggio al popolo saharawi in occasione del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), avvenuta il 27 febbraio 1976. Il WPC ricorda inoltre che la RASD è membro fondatore dell’Unione Africana e invita gli Stati e i popoli impegnati nella difesa della pace e della giustizia a sostenere il suo riconoscimento internazionale, la sua indipendenza e la sua piena sovranità.
Il Consiglio Mondiale per la Pace conclude con un appello alla comunità internazionale affinché assuma le proprie responsabilità nei confronti della questione del Sahara Occidentale, definita una causa di decolonizzazione ancora irrisolta e non negoziabile. Secondo il documento, tutti gli Stati hanno il dovere di contribuire a una soluzione conforme al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, garantendo al popolo saharawi la possibilità di decidere liberamente il proprio futuro.
La risoluzione rappresenta un nuovo segnale di sostegno internazionale alla causa saharawi e rilancia la richiesta di una soluzione politica che consenta al popolo del Sahara Occidentale di esercitare il proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione.
