Sahara Occidentale, 5 giugno 2026 – Un attivista saharawi ha denunciato quello che definisce il rapimento di suo zio, Daha Zerouali, da parte delle forze di occupazione marocchine, descrivendo l'episodio come un atto di ritorsione legato alle posizioni politiche espresse dalla sua famiglia a sostegno dell'autodeterminazione del popolo saharawi.
In una dichiarazione diffusa nelle ultime ore, l'attivista ha condannato con fermezza l'accaduto, sostenendo che l'azione delle autorità marocchine sarebbe direttamente collegata all'impegno politico della famiglia nel rivendicare la fine dell'occupazione del Sahara Occidentale.
«Condanno fermamente il rapimento di mio zio, Daha Zerouali, da parte delle forze di occupazione marocchine. Si tratta di un atto di ritorsione legato alle nostre posizioni politiche, che reclamano la fine dell'occupazione marocchina della nostra terra», ha affermato.
Nella stessa dichiarazione, l'attivista ha riaffermato il sostegno al diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, ribadendo la fedeltà alle istituzioni della causa nazionale saharawi.
«Riaffermiamo il nostro impegno a favore del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e ribadiamo che il nostro unico e legittimo rappresentante è la Repubblica Araba Saharawi Democratica», ha aggiunto.
L'episodio si inserisce in un contesto di persistenti tensioni nei territori occupati del Sahara Occidentale, dove organizzazioni saharawi e associazioni per i diritti umani denunciano regolarmente arresti, intimidazioni e restrizioni nei confronti di attivisti e sostenitori dell'indipendenza del territorio.
La vicenda di Daha Zerouali ha suscitato preoccupazione tra gli ambienti della società civile saharawi, che chiedono chiarimenti immediati sulla sua sorte e sul suo stato di salute, sollecitando l'intervento delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
