Sahara occidentale, 5 giugno 2026 – Organizzazioni e attivisti saharawi per i diritti umani denunciano quello che definiscono il rapimento e il trasferimento forzato del cittadino saharawi Addaha Zerouali da El Aaiún occupata a Rabat, in Marocco, in quello che viene descritto come un nuovo episodio di repressione nei confronti degli attivisti e dei sostenitori del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.
Secondo le informazioni diffuse da fonti saharawi, i fatti risalgono alla mattina di martedì 2 giugno, quando Addaha Zerouali si sarebbe recato presso un commissariato di polizia di El Aaiún per ritirare un documento amministrativo personale. Da quel momento, riferiscono i familiari, si sarebbero perse le sue tracce senza che alcuna informazione ufficiale fosse fornita riguardo al suo luogo di detenzione o alle ragioni del fermo.
Nelle ore successive, le forze di sicurezza marocchine avrebbero effettuato una perquisizione nell'abitazione della famiglia Zerouali. I parenti denunciano che l'operazione sarebbe stata condotta senza fornire spiegazioni chiare e nell'ambito di un procedimento considerato arbitrario.
Per diversi giorni, la famiglia avrebbe cercato informazioni presso commissariati, strutture sanitarie e uffici giudiziari della città, senza ottenere risposte. Successivamente, secondo quanto riferito da fonti vicine al caso, sarebbe emerso che Zerouali è stato trasferito il 3 giugno a bordo di un volo civile diretto a Rabat, capitale del Marocco.
Secondo gli attivisti saharawi, il fermo sarebbe riconducibile alle posizioni politiche espresse da Zerouali a favore del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza. Le stesse fonti sostengono che nei suoi confronti siano state formulate accuse legate all'attività svolta sui social media e alle sue opinioni critiche nei confronti delle autorità marocchine.
Gli attivisti evidenziano inoltre il legame familiare tra Addaha Zerouali e Hassan Zerouali, noto difensore dei diritti umani e membro di CODESA, l'Associazione Saharawi dei Difensori dei Diritti Umani, sostenendo che il caso possa inserirsi in un più ampio contesto di pressioni esercitate contro i familiari degli attivisti saharawi.
La famiglia di Addaha Zerouali ha chiesto il rilascio immediato del proprio congiunto e ha espresso forte preoccupazione per le sue condizioni fisiche e psicologiche, ritenendo le autorità marocchine pienamente responsabili della sua sicurezza e del suo benessere.
Le organizzazioni saharawi per i diritti umani hanno lanciato un appello alle istituzioni internazionali, alle organizzazioni umanitarie e agli organismi di tutela dei diritti fondamentali affinché seguano da vicino il caso e intervengano per garantire il rispetto dei diritti del detenuto e chiarire le circostanze del suo trasferimento.
Secondo le stesse organizzazioni, il caso di Addaha Zerouali si inserisce in un quadro più ampio di tensioni e controversie che continuano a caratterizzare i territori occupati del Sahara Occidentale, dove attivisti e associazioni locali denunciano da anni restrizioni delle libertà civili, arresti e misure repressive nei confronti dei sostenitori della causa saharawi.
