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Presentato ad Algeri il volume “Sahara Occidentale: Stato e Colonia”: un’analisi giuridica sul processo di decolonizzazione



Algeri, 21 febbraio 2026 – È stato presentato giovedì 19 febbraio ad Algeri il libro “Sahara Occidentale: Stato e Colonia”, un’opera che affronta in chiave giuridica e istituzionale l’evoluzione dello Stato saharawi nel contesto del processo di decolonizzazione ancora in corso.

Il volume, redatto in lingua inglese, porta la firma di Manfred Heinz, professore di diritto presso l’Università di Brema; Ahmed Mohamed Sid Ali, consigliere giuridico della Presidenza saharawi; e Ama Lahbib, attivista saharawi residente in Germania. Alla presentazione hanno preso parte l’ambasciatore della Repubblica Araba Saharawi Democratica in Algeria, Khatri Addouh, oltre a rappresentanti politici, parlamentari e attivisti solidali con la causa saharawi.

Stato in costruzione e territorio non decolonizzato:

L’opera offre un’analisi dettagliata dello sviluppo costituzionale della Repubblica Saharawi, inserendolo nel quadro della lotta di liberazione nazionale guidata dal Fronte Polisario e nel più ampio processo di costruzione statale in condizioni di occupazione.

Uno dei temi centrali del libro è il “doppio status” giuridico del Sahara Occidentale: da un lato, il territorio figura ancora nell’elenco delle Nazioni Unite come Territorio Non Autonomo in attesa di decolonizzazione; dall’altro, secondo gli autori, dispone di strutture istituzionali, costituzionali e diplomatiche comparabili a quelle di uno Stato organizzato.

Nel suo intervento, il professor Heinz ha sottolineato che, a cinquant’anni dalla proclamazione della RASD (27 febbraio 1976), il processo di decolonizzazione resta incompiuto, richiamando anche la responsabilità storica della Spagna nel mancato completamento del processo avviato nel 1975.

Costituzione, giurisprudenza e riconoscimenti internazionali:

Il volume include la traduzione in inglese della Costituzione saharawi – con particolare attenzione alla riforma del 2023 – nonché gli statuti del Fronte Polisario. Ampio spazio è dedicato inoltre alla giurisprudenza internazionale rilevante, con estratti di tre sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, una sintesi della decisione della Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e il riferimento alla sentenza del tribunale di Port Elizabeth (Sudafrica), che ordinò il sequestro di una spedizione di fosfati proveniente dal Sahara Occidentale occupato.

L’opera si completa con un elenco degli Stati che riconoscono la Repubblica Saharawi e dei trattati e delle convenzioni internazionali di cui essa è parte, delineando così la proiezione esterna e la dimensione diplomatica dell’entità statale.

Oltre l’ambito accademico:

Nel dibattito successivo alla presentazione, i partecipanti hanno evidenziato l’importanza di pubblicazioni di questo tipo per consolidare lo studio giuridico dello Stato saharawi e rafforzarne la visibilità accademica a livello internazionale.

In un contesto internazionale segnato da iniziative diplomatiche che presentano il piano di autonomia marocchino come unica soluzione “realistica”, il libro assume una valenza che va oltre l’analisi accademica. Gli autori sostengono infatti che il conflitto del Sahara Occidentale rimane, sul piano giuridico, un processo di decolonizzazione non concluso e che qualsiasi soluzione non può prescindere dal principio di autodeterminazione sancito dal diritto internazionale.

In questo senso, “Sahara Occidentale: Stato e Colonia” si propone come uno strumento di riflessione e approfondimento, volto a riportare il dibattito internazionale al suo nucleo giuridico originario: la natura di Territorio Non Autonomo del Sahara Occidentale e il diritto del suo popolo a decidere liberamente il proprio destino.

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