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Córdoba celebra i 50 anni della RASD: rinnovato il sostegno argentino al popolo saharawi



Córdoba (Argentina), 21 febbraio 2026 – In occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (27 febbraio 1976), l’Associazione degli Amici di Córdoba per il Sahara Occidentale ha ribadito il proprio fermo sostegno alla causa del popolo saharawi, riaffermando l’impegno a favore del diritto all’autodeterminazione e alla piena sovranità sul Sahara Occidentale.

In una dichiarazione ufficiale diffusa da Córdoba, l’associazione ha espresso solidarietà al governo e al popolo saharawi, sottolineando che mezzo secolo di lotta rappresenta “non solo una ricorrenza simbolica, ma la testimonianza di una resistenza fondata sulla dignità, sulla memoria e sulla determinazione”.

Il testo evidenzia come, in cinquant’anni, il popolo saharawi abbia trasformato l’esilio in uno spazio di costruzione politica e sociale, dando vita a istituzioni, scuole e strutture comunitarie nei campi profughi, mantenendo viva la propria identità nazionale nonostante le difficoltà e la divisione del territorio. Un passaggio significativo della dichiarazione richiama il cosiddetto “muro” che separa il Sahara Occidentale, definendolo un simbolo di ingiustizia che non è riuscito a spezzare l’unità spirituale e culturale del popolo saharawi.

L’associazione argentina rende inoltre omaggio ai martiri saharawi, riconoscendo il sacrificio di coloro che hanno perso la vita nella lotta per la libertà, e dedica un tributo speciale alle donne saharawi, descritte come pilastro della resistenza e protagoniste nella costruzione e nella tenuta del tessuto sociale nei campi profughi.

Nel documento si afferma che la RASD costituisce “una realtà irreversibile” e che il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi è un principio sancito dal diritto internazionale e sostenuto da una responsabilità morale condivisa dalla comunità internazionale.

A nome dell’associazione, la presidente Karina Silvana Krenn ha rinnovato l’impegno a proseguire le iniziative di sensibilizzazione e sostegno politico fino al pieno riconoscimento dei diritti del popolo saharawi, auspicando che la bandiera della Repubblica possa un giorno sventolare liberamente su tutto il territorio del Sahara Occidentale, “dalle dune dell’entroterra alle coste dell’Atlantico”.

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