Sahara occidentale, 17 febbraio 2026 – Massad Boulos, consigliere senior del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha espresso apprezzamento per la posizione dell’Algeria sulla questione del Sahara Occidentale, ribadendo il suo ruolo di Paese osservatore nel quadro dei negoziati in corso tra le parti direttamente coinvolte nel conflitto.
Nel corso di un’intervista rilasciata a France 24, Boulos ha ringraziato il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, il suo governo e il Ministro degli Esteri Ahmed Attaf per quella che ha definito una posizione costruttiva a sostegno della ricerca di una soluzione accettabile per entrambe le parti in conflitto: il Marocco e il Fronte Polisario.
Secondo il consigliere statunitense, Washington considera l’Algeria un “Paese osservatore” che sostiene il processo politico promosso dalle Nazioni Unite, senza essere parte diretta del conflitto. Boulos ha sottolineato che la partecipazione algerina, così come quella della Mauritania, si inserisce nel quadro di un accompagnamento diplomatico volto a favorire il dialogo, senza interferire nei dettagli delle trattative.
Le dichiarazioni giungono dopo le riunioni a porte chiuse tenutesi l’8 e 9 febbraio 2026 a Madrid, presso l’ambasciata degli Stati Uniti, dedicate all’attuazione della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Agli incontri ha partecipato anche l’Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, che ha ribadito la necessità di una soluzione conforme al diritto internazionale e basata sul consenso delle parti principali.
La Risoluzione 2797 ha rinnovato il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale fino al 31 ottobre 2026, invitando il Segretario Generale e il suo Inviato personale a proseguire gli sforzi negoziali per giungere a una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile.
Le dichiarazioni di Boulos sembrano dunque confermare la linea statunitense di sostegno al processo negoziale sotto egida ONU, riconoscendo al contempo il ruolo regionale dell’Algeria come attore osservatore nel delicato dossier del Sahara Occidentale.
