Addis Abeba (Etiopia), 16 febbraio 2026 – Nel corso della 39ª sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana, la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) ha riaffermato il proprio impegno verso i principi fondativi dell’organizzazione, sollecitando una posizione chiara e vincolante per la criminalizzazione del colonialismo e della discriminazione razziale nel continente.
L’intervento è stato pronunciato dal Primo Ministro saharawi, Bouchraya Hamoudi Bayoun, durante la seconda giornata dei lavori del vertice, svoltosi il 14 e 15 febbraio presso la sede dell’UA ad Addis Abeba.
“Il colonialismo è un crimine contro l’umanità”:
Nel suo discorso, il Primo Ministro ha affermato che il colonialismo non rappresenta un capitolo chiuso della storia africana, bensì “un sistema strutturato di dominio e sfruttamento” fondato sulla spoliazione della sovranità, sul saccheggio delle risorse, sulla negazione dell’identità e sulla manipolazione della memoria collettiva.
Secondo la dichiarazione saharawi, tali pratiche costituiscono crimini contro l’umanità e richiedono non solo una condanna simbolica, ma un riconoscimento formale della natura criminale del colonialismo, accompagnato da misure concrete di giustizia riparativa. Tra queste: il riconoscimento ufficiale delle responsabilità storiche, il risarcimento per i danni subiti, la restituzione delle risorse sottratte e la tutela effettiva del diritto all’autodeterminazione dei popoli ancora sotto occupazione.
La delegazione saharawi ha sottolineato che il completamento del processo di decolonizzazione resta una responsabilità collettiva dell’Africa e richiede maggiore unità e solidarietà tra gli Stati membri per salvaguardare la dignità e le conquiste storiche dei popoli africani.
Sahara Occidentale e responsabilità continentale:
Nel suo intervento, Bayoun ha richiamato la situazione del Sahara Occidentale, definendola un esempio attuale di colonialismo persistente. La RASD ha ribadito che il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione costituisce un principio inalienabile, coerente con il diritto internazionale e con gli stessi valori fondativi dell’Unione Africana.
All’ordine del giorno del vertice figurava anche la presentazione di un rapporto e di una decisione sulla criminalizzazione del colonialismo e della discriminazione razziale, tema ritenuto di particolare rilevanza per la Repubblica Saharawi.
I lavori del vertice e il tema 2026:
La seconda giornata dei lavori è stata dedicata alla discussione e all’adozione di diversi rapporti strategici, tra cui quello sullo stato di avanzamento dell’Agenda 2063 e il programma di lavoro per il 2026, con priorità legate all’integrazione economica, al consolidamento della pace e della sicurezza e al rafforzamento istituzionale dell’Unione.
Tra le decisioni principali, l’adozione del tema del 2026 dedicato ad “Acqua e servizi igienico-sanitari”, individuato come asse prioritario per promuovere sviluppo sostenibile, equo accesso alle risorse idriche e miglioramento delle condizioni di vita nel continente.
Il vertice ha inoltre affrontato questioni regionali e internazionali, tra cui la causa palestinese, ribadendo il sostegno dell’Unione Africana ai diritti dei popoli che vivono sotto occupazione.
Elogio al Sudafrica per la presidenza del G20:
Nel corso dei lavori, il Primo Ministro saharawi ha inoltre espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Sudafrica e dal suo Presidente, Cyril Ramaphosa, durante la presidenza del G20, lodando l’impegno nel rappresentare le priorità africane nei consessi economici globali.
Bayoun ha evidenziato in particolare gli sforzi a favore della riduzione del debito dei Paesi più vulnerabili, dell’accesso equo ai vaccini, dell’azione climatica e dell’industrializzazione africana, considerandoli espressione concreta di solidarietà internazionale e giustizia economica.
La Repubblica Saharawi ha partecipato al vertice con una delegazione di alto livello guidata dal Primo Ministro, in rappresentanza del Presidente della Repubblica e Segretario Generale del Frente Polisario, Brahim Ghali, affiancato dai Ministri competenti e dai rappresentanti diplomatici presso l’Unione Africana.
Con questa partecipazione, la RASD ha riaffermato la propria presenza attiva nello spazio politico africano e il proprio impegno nel rafforzare l’azione comune del continente di fronte alle sfide politiche, economiche e di sviluppo.
