Addis Abeba (Etiopia), 16 febbraio 2026 – Nel corso della 39ª sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana, il Primo Ministro della Repubblica Araba Saharawi Democratica, Bouchraya Hamoudi Bayoun, ha ribadito con fermezza la responsabilità dell’organizzazione continentale nel portare a compimento la decolonizzazione dell’ultima colonia africana: il Sahara Occidentale.
L’intervento è giunto in risposta al Rapporto sulla pace e la sicurezza nel continente presentato ai leader africani durante il vertice in corso ad Addis Abeba. Il capo del governo saharawi ha evidenziato come il documento non faccia alcun riferimento all’evoluzione del conflitto tra la Repubblica Saharawi e il Marocco, nonostante la ripresa delle ostilità nel novembre 2020.
“Ultimo caso di decolonizzazione in Africa”:
Nel suo discorso, Bayoun ha sottolineato che la questione del Sahara Occidentale rappresenta “l’ultimo caso di decolonizzazione nel continente africano” e che ignorarla non contribuisce alla sua soluzione né solleva l’Unione Africana dalle proprie responsabilità giuridiche e storiche.
Il Primo Ministro ha richiamato il dovere dell’organizzazione di difendere i principi fondanti dell’Unione, in particolare il rispetto delle frontiere ereditate dall’epoca coloniale, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e il rigetto di ogni forma di occupazione o annessione.
Appello al rispetto del diritto internazionale:
Nel suo intervento, il rappresentante saharawi ha rinnovato l’appello affinché il popolo saharawi possa esercitare il proprio diritto “inalienabile e imprescrittibile” all’autodeterminazione e all’indipendenza, in conformità con il diritto internazionale e il diritto africano. Secondo Bayoun, una soluzione giusta e duratura della questione costituisce un prerequisito essenziale per la stabilità regionale e per la sicurezza dell’intero continente.
Ha inoltre ricordato che, nonostante gli sforzi delle Nazioni Unite per rilanciare il processo negoziale, la situazione resta bloccata, mentre – a suo dire – il Marocco continua a negare al popolo saharawi l’esercizio dei suoi diritti fondamentali.
Un “dovere storico” dell’Africa:
Nel passaggio più politico del suo discorso, il Primo Ministro ha affermato che la responsabilità dell’Unione Africana verso il popolo saharawi “trascende i diritti della Repubblica Saharawi in quanto Stato membro” e va oltre la semplice solidarietà africana, configurandosi come un autentico dovere storico.
Il silenzio di fronte all’occupazione, all’espansione e allo sfruttamento delle risorse – ha sostenuto – non favorisce la pace, ma rischia di alimentare tensioni e minare la sicurezza continentale.
Concludendo il suo intervento, Bayoun ha esortato l’Unione Africana a mantenere una posizione coerente con i propri principi fondativi e a respingere ogni violazione del diritto nell’ultimo territorio africano ancora inserito nell’agenda internazionale della decolonizzazione.
L’intervento si inserisce in un contesto diplomatico particolarmente delicato, mentre il vertice africano discute le principali sfide in materia di pace, sicurezza e integrazione continentale.
