Sahara occidentale, 6 febbraio 2026 – L’Autorità petrolifera e mineraria della Repubblica Araba Saharawi Democratica (SPMA) ha diffuso un comunicato ufficiale di giovedì 5 febbraio per mettere in guardia governi, istituzioni internazionali e operatori del settore privato contro il continuo e illecito coinvolgimento del Marocco nella promozione e commercializzazione di minerali strategici provenienti dal Sahara Occidentale occupato.
La presa di posizione arriva in seguito alla partecipazione del Ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, a una riunione ministeriale internazionale sui minerali critici svoltasi a Washington, sotto gli auspici del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio.
Nel comunicato, l’SPMA ribadisce che il Regno del Marocco non detiene alcuna sovranità, giurisdizione o titolo giuridico sul territorio del Sahara Occidentale né sulle sue risorse naturali. Tale posizione – sottolinea l’Autorità – è consolidata dal diritto internazionale ed è stata confermata da autorevoli istanze giuridiche internazionali.
In particolare, viene richiamato il Parere giuridico delle Nazioni Unite del 2002, secondo cui qualsiasi attività di esplorazione o sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale, condotta senza il consenso del popolo saharawi e del suo legittimo rappresentante, il Fronte Polisario, costituisce una violazione del diritto internazionale. Questo principio è stato successivamente riaffermato da diverse sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nonché da decisioni di tribunali nazionali nel Regno Unito, in Sudafrica e in Nuova Zelanda, oltre che dalla Corte Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli. Tali pronunce hanno riconosciuto che il Sahara Occidentale è un territorio giuridicamente separato e distinto dal Marocco e hanno dichiarato illegittimi gli accordi conclusi dal Regno che includano il territorio senza il consenso del popolo saharawi.
L’SPMA ricorda inoltre che il Sahara Occidentale è ricco di risorse naturali, tra cui oro, minerali di ferro, zinco e terre rare, che appartengono esclusivamente al popolo saharawi, titolare del diritto sovrano di decidere modalità e condizioni del loro eventuale sfruttamento.
Secondo l’Autorità saharawi, la partecipazione di rappresentanti marocchini a forum internazionali dedicati ai minerali critici, mentre prosegue l’occupazione di parti del territorio, rischia di indurre terze parti a essere coinvolte in attività potenzialmente configurabili come sfruttamento di risorse sottratte illegalmente. Qualsiasi impresa o istituzione che operi nel Sahara Occidentale attraverso le autorità marocchine – si legge nel comunicato – agisce senza base giuridica e in violazione del diritto internazionale, esponendosi a conseguenze legali e reputazionali.
La Repubblica Saharawi, attraverso l’SPMA, ribadisce tuttavia la propria disponibilità a cooperare in modo trasparente e conforme al diritto internazionale con partner, investitori e istituzioni interessati a operare nel Sahara Occidentale. Tale cooperazione – viene precisato – potrà avvenire solo nel rispetto della legalità internazionale e dei diritti del popolo saharawi, e non nelle attuali condizioni di occupazione.
Nel testo si sottolinea infine l’approccio pragmatico della Repubblica Saharawi, che si dichiara aperta a investimenti responsabili e pronta a collaborare con stakeholder impegnati in uno sviluppo sostenibile e in una crescita economica equa e rispettosa del diritto all’autodeterminazione.
