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Ministro saharawi: Nessun negoziato senza reali elementi di forza. Scetticismo del Polisario sull’iniziativa statunitense



Sahara occidentale, 19 gennaio 2026 – Il Ministro della Cultura della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), Mousa Salma, ha dichiarato che “non ha senso avviare negoziati con il Marocco in assenza di reali elementi di forza”, pur ribadendo la piena fiducia nella leadership politica del Fronte Polisario e nella delegazione incaricata del dossier negoziale.

Le dichiarazioni, rilasciate martedì al portale d’informazione locale Maizirat, hanno suscitato ampio dibattito nel contesto dei rinnovati tentativi diplomatici per riattivare il processo politico sul Sahara Occidentale. Secondo il ministro, qualsiasi negoziato deve svolgersi all’interno di un quadro di equilibrio politico e strategico, capace di tutelare gli interessi nazionali saharawi ed evitare concessioni unilaterali.

Senza entrare nei dettagli, Mousa Salma ha lasciato intendere che gli “elementi di forza” cui fa riferimento siano una condizione imprescindibile per rendere efficace il dialogo, evocando implicitamente il ruolo della lotta armata come strumento di pressione storicamente legato alla causa saharawi. “Solo attraverso la forza si può imporre una soluzione giusta”, ha affermato, in linea con una visione diffusa all’interno di alcuni settori del movimento di liberazione.

Nonostante il tono fermo delle sue dichiarazioni, il Ministro ha sottolineato che l’Esecutivo saharawi sostiene pienamente l’operato del Presidente Brahim Ghali e del team negoziale del Fronte Polisario, ai quali ha riconosciuto la capacità di gestire il confronto con il Marocco in modo “responsabile e conforme ai supremi interessi nazionali”.

Le parole di Mousa Salma si inseriscono in un momento politico delicato, segnato dal rinnovato attivismo diplomatico dell’ex presidente statunitense Donald Trump, che ha riportato la questione del Sahara Occidentale al centro dell’agenda internazionale. Trump ha promosso l’idea di una ripresa dei negoziati sotto l’egida di Washington, sostenendo la necessità di una soluzione politica definita “realistica e duratura” per un conflitto che si protrae da decenni.

Tali iniziative, tuttavia, incontrano una profonda diffidenza da parte del Fronte Polisario, che continua a mettere in discussione l’imparzialità degli Stati Uniti, soprattutto alla luce delle precedenti posizioni favorevoli al Marocco. Il movimento saharawi teme che l’attuale quadro negoziale non garantisca il pieno rispetto del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi, principio sancito dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e considerato non negoziabile.

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