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Il movimento europeo di solidarietà con il popolo saharawi definisce a Madrid la strategia per il 50° anniversario della RASD



Madrid, Spagna, 21 gennaio 2026 – In un contesto internazionale segnato da profonde tensioni geopolitiche e da una crescente messa in discussione del diritto internazionale, la Task Force del movimento europeo di solidarietà con il popolo saharawi si è riunita martedì 20 gennaio a Madrid per elaborare un articolato piano d’azione in vista del 2026, anno del 50° anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).

La riunione, presieduta da Pierre Galand, presidente di EUCOCO, e da Omar Mansur, rappresentante del Fronte POLISARIO presso l’Unione europea e le istituzioni europee, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti internazionali impegnati nel coordinamento delle iniziative politiche, culturali, diplomatiche e di mobilitazione a livello europeo e internazionale.

Aprendo i lavori, Pierre Galand ha richiamato i risultati raggiunti attraverso l’organizzazione della Conferenza europea di sostegno e solidarietà con il popolo saharawi (EUCOCO), sottolineando al contempo le difficoltà di un panorama globale in cui la legalità internazionale viene spesso sacrificata alle logiche di potere. Galand ha evidenziato la necessità di individuare strumenti più efficaci per riportare la questione saharawi al centro dell’agenda internazionale, facendo riferimento alle recenti mobilitazioni di successo in altri contesti, come quello palestinese. Ha inoltre analizzato il peso degli Stati Uniti nell’attuale scenario geopolitico, il ruolo degli Accordi di Abramo e i legami tra Marocco e Israele, denunciando il sostegno della Francia al regime di occupazione marocchino.

A nome del popolo saharawi, Omar Mansur ha espresso profonda gratitudine per l’impegno del movimento di solidarietà, mettendo in guardia contro una nuova dinamica internazionale che tende a privilegiare interessi economici e affari a scapito del diritto internazionale. Ha ricordato l’azione del Fronte POLISARIO in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le recenti battaglie diplomatiche vinte contro le iniziative del Marocco e dei suoi alleati. Mansur ha lanciato un appello a una mobilitazione di massa che includa conferenze giuridiche presso il Parlamento europeo, simposi sui diritti umani a Ginevra e iniziative dedicate a giovani e donne.

Abdulah Arabi, delegato del Fronte POLISARIO in Spagna, ha sottolineato il valore strategico dell’incontro come spazio di riflessione e pianificazione. Ha annunciato una serie di appuntamenti chiave, tra cui le iniziative previste in Spagna il 26 febbraio, in occasione del 50° anniversario della RASD (27 febbraio 1976), e le celebrazioni che si terranno nei campi profughi saharawi il 7, 8 e 9 aprile. Arabi ha inoltre evidenziato l’impegno a mantenere un elevato livello qualitativo dell’EUCOCO, che si svolgerà a Madrid, ribadendo la centralità del diritto internazionale e, al contempo, la necessità di esplorare nuove modalità per rafforzare la voce del popolo saharawi nella sua lotta per l’autodeterminazione e l’indipendenza.

Nel corso dei lavori, Carmelo Ramírez, presidente della Federazione statale delle istituzioni spagnole di solidarietà con il Sahara (FEDISSAH), ha presentato un piano di lavoro adeguato all’attuale contesto politico, ponendo l’accento sulla difesa del diritto internazionale, sulla situazione umanitaria nei territori occupati e nei campi profughi e sulla preparazione delle attività in vista della Quarta Commissione delle Nazioni Unite. Ramírez ha ribadito la necessità di riaffermare il multilateralismo contro le derive bilaterali e ha sottolineato l’importanza di una strategia di comunicazione efficace, capace di utilizzare i nuovi strumenti mediatici per rafforzare il messaggio della causa saharawi.

Dal Portogallo, Luisa Teotónio Pereira ha sostenuto il rafforzamento delle relazioni con le organizzazioni democratiche e la preparazione di iniziative in risposta a un possibile “nuovo scenario” in Marocco, includendo azioni legate a eventi di portata internazionale come i Mondiali di calcio del 2030. Ha proposto la costruzione di alleanze con i democratici marocchini e con le organizzazioni del Maghreb per esercitare una pressione coordinata sul regime marocchino.

Saïd Ayachi, presidente del Comitato nazionale algerino di solidarietà con il popolo saharawi (CNASPS), ha criticato le pressioni esercitate in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per subordinare il diritto internazionale a interessi strategici, denunciando al contempo l’ipocrisia europea in materia di diritti umani. Ha annunciato l’organizzazione di eventi in Algeria a sostegno delle mobilitazioni internazionali e ha ribadito che l’Algeria, attraverso tutte le sue istituzioni, continuerà a sostenere il diritto internazionale e le legittime aspirazioni del popolo saharawi.

Altri interventi, tra cui quello del rappresentante del movimento di solidarietà francese, hanno proposto l’organizzazione di giornate di azione internazionale, ispirate alle mobilitazioni in solidarietà con la Palestina, e di eventi simultanei in diversi Paesi europei. Jesús Garay ha insistito sulla necessità di unificare slogan e iniziative comuni per superare la frammentazione del movimento, mentre il dibattito ha toccato anche l’urgenza di organizzare visite nei territori occupati per denunciare le violazioni dei diritti umani e di rilanciare i gruppi interparlamentari per contrastare la propaganda del regime marocchino.

A nome del Coordinamento statale delle associazioni di solidarietà con il Sahara occidentale (CAS-Sahara), la presidente Maite Isla ha annunciato l’organizzazione di importanti eventi a livello statale in Spagna, finalizzati a rafforzare il sostegno della società civile e ad aumentare la pressione politica affinché la Spagna assuma le proprie responsabilità storiche e giuridiche nel processo di decolonizzazione del Sahara occidentale.

In conclusione, la Task Force ha individuato le priorità strategiche per il 2026: contrastare la logica dei fatti compiuti imposta unilateralmente, allineare i messaggi politici e comunicativi con la RASD e coordinare le agende del movimento di solidarietà, con particolare attenzione al lavoro politico, mediatico e umanitario a livello internazionale.




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